Italia
Corpi estranei nel naso, cosa si può fare
PIOMBINO. Cosa fare, cosa non fare. La paura scatta a cose ormai fatte. Per gioco può accadere che un bambino introduca nel naso corpi estranei di qualunque tipo: pezzetti di carta, grani di una...
PIOMBINO. Cosa fare, cosa non fare. La paura scatta a cose ormai fatte. Per gioco può accadere che un bambino introduca nel naso corpi estranei di qualunque tipo: pezzetti di carta, grani di una collanina, piccole biglie, giocattoli. Come comportarsi?
Classicamente – secondo Luca Mastrosimone, dell’Unità operativa di otorinolaringoiatria agli spedali riuniti di Livorno - si dice che il pericolo c’è fino a 36 mesi. In realtà nella pratica clinica capitano da 4 anni e oltre. Può accadere che il piccolo venga visto mentre si infila qualcosa nel naso oppure che rivela agli adulti la sua marachella. Altre volte ancora il corpo estraneo nella narice si rivela per le conseguenze in termini di infezioni rino-sinusali con emissione di muco maleodorante da una narice: nel caso di un bambino con rinorrea fetida monolaterale si deve sempre sospettare un corpo estraneo e quindi portare il bambino dallo specialista che lo sottoporrà ad una rinoscopia con fibre ottiche. Vanno evitati tentativi di estrazione del corpo estraneo mediante mezzi di fortuna, dato che queste si rischia di spingerlo in profondità. Caso mai si può tentare di far soffiare al bambino la narice con una certa decisione, chiudendo la narice opposta. Da evitare - precisa Mastrosimone - è far sdraiare il bambino, poiché un corpo estraneo piccolo potrebbe scivolare all’indietro nella coana e addirittura essere inalato nelle vie aeree inferiori, trachea e bronchi. Nella maggior parte dei casi, conviene recarsi presso il pronto soccorso più vicino, ove lo specialista, sotto controllo visivo endoscopico è in grado di estrarre ambulatorialmente il corpo estraneo dal naso. Per la statistica, gli oggetti più insidiosi sono quelli sferici, non si usano le pinze nasali ma dei particolari uncini smussi che vengono introdotti nella fossa nasali oltre il corpo estraneo per poi agganciarlo e avvicinarlo così all’uscita. Solo in rari casi è necessario portare il bambino in sala operatoria.
Gian Ugo Berti
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