Il Tirreno

Saldo demografico negativo, 190 nascite e 540 decessi

Saldo demografico negativo, 190 nascite e 540 decessi

In città è in aumento il dato della mortalità rispetto al 2014 Gli immigrati stranieri sono poco meno del 9% dei residenti

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PIOMBINO. A Piombino il numero dei decessi supera le nascite. Il saldo demografico è ampiamente negativo. Sostanzialmente stabile l’immigrazione che copre circa l’8,9 della popolazione.

Le previsioni si materializzano e si rafforzano nelle cifre fornite dal Comune.

Le informazioni raccolte dagli uffici dicono anche che la mortalità è in aumento. Nel 2015 i decessi sono stati 540. Ottantasei in più rispetto alle 454 morti registrate nel 2014.

La natalità è ferma a 190. I bambini italiani registrati alla nostra anagrafe sono stati 155 (82 maschietti e 73 femminucce), 35 gli stranieri. L’anno precedente erano stati rispettivamente 160 e 32. Totale 192. La somma si discosta di appena un paio di unità.

Anche la popolazione residente è in calo. Il 2015 si ferma a 34.069 abitanti. Circa trecento in meno rispetto al 2014.

Negli ultimi 14 anni la punta massima si era registrata nel 2010, quando si arrivò a quota 35.075. Da allora il segno percentuale è sempre stato negativo. Tranne che nel 2013 quando un timido più 0,6 aveva invertito temporaneamente la tendenza.

Gli uffici comunali forniscono un quadro demografico ampio. Che merita approfondimenti successivi. Adesso continuiamo con i numeri.

Torniamo per un attimo all’anno che è appena passato. La componente italiana della popolazione si attesta su poco più di 31mila persone. Il totale lo si raggiunge sommando 904 cittadini comunitari e 2.126 extracomunitari. Per un totale di 3.030 persone. Al primo gennaio, siamo ancora nel 2015, erano 3.069, pari all’8,9% dei residenti. Anche allora la comunità più numerosa era la rumena, con il 24,2% di tutti gli stranieri presenti nel territorio comunale, seguita dalla marocchina (17,3%) e ucraina (16,1%).

Per tutto il 2015 l’andamento percentuale e delle provenienze risulta analogo: l’anno si è chiuso con la presenza di 730 rumeni (431 le donne), 495 marocchini (189 donne) e 489 ucraini (368 le donne). A seguire, 330 senegalesi (in gran parte uomini) e 212 albanesi, presenti in ugual misura tra i due sessi.

La parte restante della popolazione straniera complessiva è suddivisa in una miriade di origini. I cinesi risultano 76 (anche in questo caso uomini e donne sono presenti in ugual misura), 49 i domenicani, 75 i polacchi, 65 tunisini e poi, a scalare, molti altri Paesi in rappresentanza di tutti i continenti.

Valeria Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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