Il presidio
Caldaia difettosa, famiglia intossicata dal monossido
Padre, madre e due bambini di 8 e 10 anni si sentono male alla Pila poi la corsa in ospedale. Sono tutti fuori pericolo dopo la camera iperbarica
MARINA DI CAMPO. Momenti di paura per una famiglia di La Pila, nel comune di Campo nell’Elba. Ieri mattina infatti i quattro, i genitori e due figli di 8 e 10 anni si sono svegliati accusando dei gravi malesseri che poi, giunti all’ospedale, si sono rivelati come conseguenza di un’intossicazione da monossido di carbonio, il pericoloso e silenzioso killer che inizialmente non dà sintomi evidenti. Erano andati a letto tranquilli, ma evidentemente qualcosa nella caldaia non ha funzionato e la famiglia si è intossicata. La mattina il padre, la madre e i due bambini si sono svegliati con nausea, vomito e malesseri abbastanza importanti, che li hanno fatti preoccupare. Hanno, quindi, deciso di recarsi all’ospedale elbano dove i medici hanno riscontrato i sintomi di un’intossicazione da monossido di carbonio e li hanno sottoposti a trattamento in camera iperbarica, come previsto in questi casi. I livelli di carbossiemoglobina per i quattro componenti il nucleo familiare era tra 15 e 20 ( un fumatore è a livello tra 3 e 4 , chi vive in una metropoli tra 4 e 5) che di per sé non sarebbe molto elevato ma che diventa pericoloso, ci dicono i sanitari, quando, come nel caso della famiglia campese, è correlato a sintomi come nausea, vomito e cefalea. Da qui la necessità di sottoporli a trattamento iperbarico. I primi ad essere sottoposti alla terapia i due bambini e la madre che sono stati accompagnati all’interno della camera da un anestesista dell’ospedale elbano. Chi non è un subacqueo e quindi non sa compensare, infatti, si trova intimorito e sconcertato al momento di entrare nell’apparecchiatura, l’anestesista quindi li ha aiutati nella compensazione ed li ha assistiti per evitare sintomi da panico che si possono manifestare quando si viene isolati in luoghi chiusi. Dopo il trattamento sono stati ricoverati nel reparto di medicina dell’ospedale sotto osservazione e questa mattina saranno sottoposti ad un trattamento di consolidamento con un’altra seduta in camera iperbarica. Una vicenda che poteva quindi finire molto peggio e al momento sono ancora in fase di accertamento le cause che hanno portato all’intossicazione. Di fondamentale importanza per l’Elba quindi avere a disposizione la camera iperbarica (tra pochi mesi dovrebbe essere sostituita con una di nuova generazione) che ha evitato il trasferimento dei quattro elbani in una struttura del continente ed ha permesso il trattamento immediato dei sintomi provocati dall’intossicazione. «Questa famiglia ha corso un grosso rischio – commentano dalla Asl – perché il monossido di carbonio è molto insidioso e pericoloso, l’appello a tutti quindi è di controllare bene caldaie, scaldabagni, e tutto quanto serve al riscaldamento delle abitazioni, per essere al sicuro e non mettere a rischio la propria vita e quella dei familiari».
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