Italia
Un amministratore unico per la Cosimo de’ Medici
La riforma Madia sulle partecipate si intreccia con le nomine in seno alla società. Ancora attesa per la scelta dopo 2 mesi dalle dimissioni del cda: in lizza Campidoglio
PORTOFERRAIO. Anche la Cosimo de’ Medici, partecipata al 100% dal Comune di Portoferraio, avrà un amministratore unico che, presumibilmente, sarà nominato nel mese di febbraio. La rivoluzione delle società a controllo pubblico voluta dal governo Renzi si abbatte infatti su Portoferraio e in particolare sulla Cosimo che sta vivendo una fase quanto meno delicata, in seguito alle dimissioni del presidente Nino Provenzali e del resto del consiglio di amministrazione.
Risalgono infatti allo scorso novembre le dimissioni in blocco del cda della partecipata che gestisce servizi fondamentali per la città, a partire dal porto turistico, ai musei e fortezze, fino agli impianti sportivi. La giunta, nel corso di una riunione che si è tenuta a dicembre, ha ufficialmente preso atto delle dimissioni. Ma mentre il nuovo corso della partecipata stenta a decollare, in questi giorni la città ha assistito a un flusso pressoché continuo di indiscrezioni e rumors più o meno attendibili. «La situazione è in evoluzione, siamo in una fase di transizione – ha riconosciuto il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari, parlando della partecipata del Comune – abbiamo preso atto delle dimissioni del cda, nel frattempo abbiamo deciso di incaricare a tempo Vittorio Campidoglio (membro del consiglio di amministrazione dimissionario ndr) affinché porti avanti la gestione della società e predisponga tutti i passaggi necessari fino alla nomina definitiva, comunque fino al 31 gennaio».
Campidoglio, dunque, sta svolgendo il compito di “traghettatore”, in attesa della nuova procedura di nomina che, necessariamente, dovrà intrecciarsi con la riforma nazionale (il decreto legislativo della riforma Madia dovrebbe essere approvato nel consiglio dei ministri il 15 gennaio).
Verso l’amministratore unico. La riforma voluta dal governo è chiara ed è destinata a cambiare lo scenario di tutte le società a capitale pubblico (non fanno eccezione le partecipate elbane).
Le partecipate non avranno più un consiglio di amministrazione composto da più membri, bensì un amministratore unico. Tra le altre novità c’è poi anche il fatto che potranno ufficialmente fallire (oggi la normativa non è chiara su questo punto) e che quelle che per tre anni non depositano i bilanci saranno cancellate dal registro delle imprese. Tutte le amministrazioni dovranno comunque fare ogni anno un censimento delle loro partecipazioni e presentare un piano di razionalizzazione. Saranno inoltre fuse o soppresse, come prevede la delega varata la scorsa estate, le aziende prive di dipendenti, quelle in perdita per quattro dei cinque esercizi precedenti e quelle che non rientrano nella nuova definizione di partecipata pubblica.
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Il caso Cosimo. Pare acclarato, dunque, che la futura gestione della Cosimo sia affidata ad un amministratore unico. Da giorni la vicenda delle nomine in seno alla partecipata si sta evolvendo, in una sorta di silenzio istituzionale. E non sono bastati due mesi per sciogliere i nodi. Ad oggi il nome più caldo per vestire i panni del successore di Provenzali a partire da febbraio, pur in assenza di una conferma diretta del sindaco Ferrari, è proprio quello di Vittorio Campidoglio. «Non è il momento di fare nomi – taglia corto Ferrari – di certo faremo una scelta definitiva per ottimizzare e migliorare la gestione della Cosimo che ha sicuramente bisogno di un cambio di passo deciso».
Da tempo, infatti, l’operato della società a tutela del patrimonio pubblico ha attirato le critiche dei cittadini e della stessa amministrazione che, annunciando le dimissioni del cda lo scorso novembre, non esitò a spiegare come «ci fossero state più ombre che luci nella gestione generale delle infrastrutture e siti comunali», definendo inoltre i risultati «non certo incoraggianti».
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