«Banca Etruria, la Regione spinga sul Governo»
PIOMBINO. Nel consiglio di venerdì 8 Francesco Ferrari ha presentato una mozione in sostegno delle famiglie che hanno perso i risparmi con Banca Etruria. La mozione: «Invita la Regione a chiedere con...
PIOMBINO. Nel consiglio di venerdì 8 Francesco Ferrari ha presentato una mozione in sostegno delle famiglie che hanno perso i risparmi con Banca Etruria.
La mozione: «Invita la Regione a chiedere con urgenza un incontro con la Presidenza del Consiglio per esporre tutti gli effetti negativi prodotti dal d.l. 183/2015 e per sensibilizzarla affinché, in fase di conversione del decreto citato, si introduca di fatto una salvaguardia per gli obbligazionisti subordinati e gli azionisti di Banca Etruria e delle altre tre banche interessate; a farsi promotrice di un confronto con le organizzazioni che rappresentano i piccoli azionisti e i titolari di obbligazioni subordinate, inclusi i rappresentanti delle maggiori comunità on line di risparmiatori, al fine di approfondire tutte le problematiche relative alla vicenda, anche per valutare la possibilità di attivare forme di garanzia per le aziende e i risparmiatori che hanno acquistato obbligazioni subordinate da Banca Etruria; a sollecitare il Governo a promuovere, in tempi rapidi, una nuova e corretta disciplina di legge che consenta di applicare con immediatezza precise e gravi sanzioni nonché' provvedimenti di natura cautelare nei confronti degli amministratori di banche che abbiano determinato o contribuito a determinare con la loro condotta crisi bancarie di qualsiasi natura, stabilendo l'impossibilità in via definitiva per gli stessi di assumere altri incarichi gestionali ed amministrativi nel settore bancario e finanziario nel caso siano stati amministratori di banche in crisi soggette a procedure di commissariamento o di risoluzione delle crisi bancarie; a prevedere in tempi brevi la presentazione di una nuova e più chiara regolamentazione che consenta ai risparmiatori ed investitori una pronta ed efficace tutela anche risarcitoria mediante azioni collettive e con costi più ridotti sul piano giudiziale nei casi in cui emergano crisi bancarie determinate da comportamenti negligenti o abusivi degli amministratori e dirigenti degli istituti e delle stesse banche nella loro filiera organizzativa in relazione ai rapporti contrattuali intrattenuti con la clientela; a chiedere, in ogni caso, al Governo che ogni misura adottata anche in modifica al cosiddetto decreto "Salvabanche" non si limiti ad un mero ed insufficiente intervento di solidarietà ma stabilisca il completo ristoro dei risparmiatori ed investitori».
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