Il Tirreno

«Subito i lavori o Baratti e Populonia rischiano di chiudere»

di Guido Fiorini
«Subito i lavori o Baratti e Populonia rischiano di chiudere»

I titolari delle attività della zona costituiscono un comitato e chiedono al Comune interventi per la viabilità

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POPULONIA. «Siamo un paese isolato»: bastano poche parole a Ottavio Gasparri, proprietario del castello di Populonia, per descrivere la situazione dello splendido borgo che si affaccia sul golfo di Baratti. E anche giù, in riva allo splendido mare perla della Val di Cornia, la situazione non è molto diversa.

Da quel 28 ottobre, quando un fiume di fango e sassi devastò l’intera area, portando con sé un ponte, pezzi di strada, reperti etruschi e un po’ anche l’anima di questa gente che vive di turismo, le due frazioni sono raggiungibili grazie al by-pass realizzato dall’Amministrazione a tempo di record sopra a un ponticino spazzato via dalla furia dell’acqua. Una soluzione che doveva essere temporanea ma che, a pochi mesi dalla Pasqua, peraltro nel 2016 piuttosto bassa, e con la stagione estiva dietro l’angolo, rischia di essere un freno alle attività.

Commercianti e ristoratori il problema l’hanno toccato con mano il primo dell’anno quando, complice la giornata mite e uno splendido sole, centinaia di persone hanno deciso di passare il pomeriggio a Baratti e Populonia. Salvo poi trovare, oltre ai Parchi Archeologici incredibilmente chiusi, non si capisce come si possa pensare di non aprire nei festivi quando i turisti sono in giro, problemi logistici dovuti alla viabilità ancora disastrata. Restasse questa la situazione, in estate noi giornalisti rischiamo di avere molto da scrivere per raccontare disagi e proteste.

Le criticità sono almeno quattro: il by-pass che non consente il passaggio ai mezzi più grossi, ad esempio gli autobus, la strettoia in basso sulla strada per Populonia, che impone il senso unico alternato, il muro crollato a pochi metri dal castello, anche qui si passa solo con un’auto alla volta, e il parcheggio dietro al porto di Baratti, ancora invaso da terra e detriti.

Per questo Ottavio Gasparri e gli altri operatori della zona, commercianti e ristoratori, si sono ritrovati al museo di Populonia per affrontare tutti insieme la situazione. Costituiranno un comitato, per essere d’ora in poi massa critica, del resto fra tutti danno lavoro a un centinaio di persone, ma intanto vogliono un impegno chiaro dall’Amministrazione su interventi che ritengono non più rinviabili. Da queste parti già gli Etruschi costruivano mura e strade, oltre duemila anni dopo la gente si aspetta che anche il Comune si rimbocchi le maniche.

«Pasqua quest’anno è il 27 marzo - ha detto Gasparri - e temo che la dovremo affrontare in queste condizioni. Già ieri (il primo dell’anno, ndr), con un discreto afflusso di gente, ci sono state lunghe code nelle strettoie. Di fatto siamo una zona turistica non fruibile. Non ce lo possiamo permettere, molte attività, già piegate dalla crisi, rischiano di chiudere».

In difficoltà sono tutte le attività che vanno dal ponticino crollato in su, fino al paese di Populonia.

«Il by-pass consente il passaggio soltanto alle auto - hanno detto ancora commercianti e ristoratori - o al massimo a delle piccole navette. Ci sono grossi problemi per gli autobus turistici, per i mezzi più grossi dei fornitori, anche per i carrelli con le barche diretti al porto. Non possiamo arrivare all’estate così». Lo stesso vale per il parcheggio che si trova alle spalle del porto: «Ancora non è stato liberato dai cumuli di terra e detriti. Sono circa sessanta posti auto, in estate già sono pochissimi, deve essere riaperto». Il comitato ha preparato un documento da presentare in Comune e, nei prossimi giorni, chiederà un incontro al sindaco e all’assessore ai lavori pubblici Claudio Capuano per avere chiarimenti. E magari anche delle risposte.

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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