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Solo 275 i bambini nati a Villamarina
Il 2015 si chiude con 24 parti meno del 2014, reparto a rischio. Crescono le interruzioni volontarie di gravidanza
PIOMBINO. Sempre meno parti a Villamarina. Il 2015 si chiude con 275 nascite. Nel 2014 furono 299.
Il calo della natalità continua inesorabile. E si somma ad un altro dato che qualche riflessione la impone: l’aumento delle interruzioni di gravidanza volontarie che nel comprensorio superano il dato nazionale.
Il primario del reparto di ginecologia, Ambrogio De Nardo, non nutre soverchie illusioni. «Il trend delle nascite - dice - è questo e la soglia dei 500 parti annui è decisamente irraggiungibile. Tanto più quella dei mille, già indicata del decreto Balduzzi».
Al di sotto, si prevede la chiusura dei punti nascita. Ipotesi che per Villamarina si ripropone ciclicamente con conseguenti assicurazioni delle istituzioni. A parte qualche doccia fredda. Come quella che gelò tutti qualche mese fa quando l’assessore regionale Stefania Saccardi ha parlato chiaramente di chiusura del reparto. Poi la politica ha ricomposto tutto. E continua a sostenere di essere impegnata per evitare lo stop di Piombino a favore dell’ospedale di Cecina.
«Se di numeri si deve parlare, ormai i nostri sono questi», afferma De Nardo che, in attesa di una analisi precisa di tutti gli elementi maturati nel 2015, registra un lieve miglioramento nel recupero delle fughe verso altri ospedali. In buona parte compensate dal numero delle donne provenienti da Follonica e dintorni che scelgono Villamarina per dare alla luce i figli.
«Consideriamo anche - aggiunge il medico - che ci sono situazioni delicate, in cui le donne devono necessariamente partorire in strutture di secondo o terzo livello. Come Livorno e Pisa. Stesso discorso per i parti gemellari che, in base ai protocolli del ministero, noi non possiamo più seguire».
C’è un elemento statisticamente anomalo e socialmente rilevante sottolineato da De Nardo: il numero di aborti volontari. Fino ad un paio di giorni fa erano 91, pari al 33% circa della natalità. «A Cecina, che fa più del doppio dei nostri parti, alla stessa data erano 113. Non c’è proporzione», prosegue il medico.
Molto rare, il 2 per cento, sono le ragazzine sui sedici anni. Stesso discorso per le giovani maggiorenni a cui può dare una mano la cosiddetta pillola del giorno dopo. «Parliamo, invece, di donne più mature, che nei colloqui preliminari dicono di voler interrompere la gravidanza per motivi economici», spiega De Nardo. Senza escludere una scarsa consapevolezza sulla possiblitò d fare contraccezione.
Torniamo alle nascite. L’assessore alla sanità, Margherita Di Giorgi, il mantenimento di Maternità continua a rappresentare un punto fermo. Tenendo conto «non tanto dei numeri ufficiali ma guardando alle criticità legate alle distanze e ai già noti problemi logistici. Piombino ha un potenziale bacino di utenza di 80mila persone ed è assai distante da Cecina e Grosseto. L'altra criticità, legata all'unica strada di accesso a Piombino, rappresenta un problema serio per la sicurezza delle donne in gravidanza. Quindi - conclude l'assessore - confermo che anche con il nuovo anno continueremo ad impegnarci per mantenere un servizio che, associato al parto indolore, è un'eccellenza per la nostra Regione e che consideriamo di estrema importanza per la nostra realtà territoriale nell'ambito di una logica di potenziamento dei presidi ospedalieri periferici».
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