Il presidio
Acqua, allarme del vice prefetto «Condotta sottomarina a rischio»
Daveti ha incontrato Asa e i sindaci dell’Elba: le condizioni della tubazione sono preoccupanti «Dal continente arriva il 60% dell’approvvigionamento idrico, non possiamo rischiare rotture»
PORTOFERRAIO. Vertice di Natale in prefettura, voluto dal vice prefetto Giovanni Daveti con i vari sindaci dei Comuni e il dirigente Asa (Azienda servizi ambientali) Mirko Brilli. Oltre allo scambio di auguri anche l’esigenza di mettere a fuoco le emergenze isolane irrisolte da anni, tra cui l’approvvigionamento idrico, la questione dei danni ambientali provocati, anche in inverno, dagli ungulati e i miasmi del Buraccio conseguenti alle sovrapproduzioni di compost.
«C’è l’esigenza di verificare, come richiesto dalla Regione Toscana, situazioni di particolare criticità presenti sul territorio isolano – ha precisato il vice prefetto – per cui sono state esaminate problematiche da risolvere al più presto, come l’approvvigionamento idrico che arriva con la tubazione sottomarina per oltre il 60% dell’acqua potabile. Il dottor Brilli ha responsabilmente fatto presente che la tubazione, realizzata per durare 25 anni, abbia superato quel limite e necessiti di interventi per ricollocarla su appositi sostegni che la rendano fissa al suolo marino».
La tubazione infatti, in alcuni punti, è in balia delle correnti e potrebbe subire delle piegature provocando delle fuoriuscite per poi collassarsi. In tal caso l’Elba potrebbe distribuire solo l’acqua che raccoglie dalle sorgenti e dai pozzi locali, e se ciò accadesse in estate non sarebbe sufficiente a garantire l’acqua per gli oltre 200 mila ospiti presenti nei mesi di luglio e agosto. Ecco che nel prossimo autunno, perché solo in bassa stagione l’isola può garantire l’acqua dai rubinetti con le sole proprie risorse, ci vorrà un intervento ad hoc, che durerà qualche mese, visto che per ricollocare a dovere la condotta sottomarina andrebbe vuotata.
«Non solo, – specifica Daveti – il tecnico Asa ha prospettato che meglio ancora sarebbe, recuperando le necessarie risorse finanziarie, sostituire la vecchia tubazione lunga 28 chilometri, che ha tortuosità per la sua conformazione, con una nuova di soli 12 km, molto più dritta, che partirebbe dalla costa piombinese e arriverebbe a Cavo. Ciò considerando gli elevati costi previsti per potenziare l’approvvigionamento col programmato dissalatore, da creare nel territorio capoliverese, il quale darebbe acqua al costo non trascurabile di 2 euro al metro cubo per 30-40 litri al secondo, ma la nuova struttura avrebbe un costo di 3 milioni di euro per i Comuni isolani».
Non da meno la questione cinghiali. Anche in autunno-inverno, con la stagione venatoria aperta, gli ungulati fanno danni a colture, arrivano nei centri abitati, fino ai giardini delle case. «Episodio di qualche giorno addietro – segnala Daveti – quando una persona non riusciva a rientrare alla propria dimora per la presenza di un grosso ungulato davanti alla porta di casa. Occorrono altre strategie per arginare la situazione».
«Infine i miasmi che pervengono dal Buraccio dove si produce tra l'altro il compost – ha concluso il vice prefetto- Sono frequenti gli esposti degli abitanti, specie al Lido di Capoliveri, per i cattivi odori che invadono la zona. La società che gestisce il complesso sta intervenendo con adeguamenti tecnici utili ad abbattere le esalazioni che il materiale organico emette, e nel periodo estivo, c'è una sovrapproduzione di questo rifiuto in considerazione del notevole aumento di presenze sull’Isola. E il compost prodotto poi non trova una adeguata distribuzione sul territorio isolano in quanto le aziende agricole locali, sono abituate da anni con altri metodi di concimazione. Questi e altri sono i problemi emergenti. Non a caso ci siamo lasciati col patto di vedersi dopo le festività per affrontare altre questioni, temi altrettanto importanti come sanità, trasporti e il disagio giovanile. I rappresentanti dei Comuni hanno assicurato che tali problematiche saranno portate all’attenzione della Conferenza dei sindaci, in modo da prendere senza indugio delle decisioni in merito».
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