Il Tirreno

Zuccale, dopo lo squarcio alla scogliere il muro in cemento armato

Il muro sulla spiaggia dello Zuccale
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Il muro sulla spiaggia dello Zuccale

Legambiente chiede chiarimenti a Soprintendenza e Comune di Capoliveri per i lavori sulla spiaggia, davanti al maxi sbancamento di un anno fa

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CAPOLIVERI. Dopo lo squarcio, il muro in cemento armato. La spiaggia di Zuccale finisce ancora una volta nel mirino dell’associazione Legambiente Arcipelago toscano, dopo il lavori horror della scorsa primavera che, di fatto, hanno portato ad un maxi sbancamento della parete rocciosa alle spalle dell’arenile. Lavori che poi furono sospesi.

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Nei giorni scorsi a Legambiente Arcipelago Toscano sono giunte numerose segnalazioni e foto sulla realizzazione di un muro in cemento armato proprio davanti allo squarcio. «Ma il 3 luglio – spiegano da Legambiente – la Soprintendenza per le Province di Pisa e Livorno, comunicava la revoca della sospensione dei lavori e invitava i proprietari delle opere in via di realizzazione a porre in atto le misure di mitigazione previste in attesa dell'inizio lavori. La Soprintendenza aveva constatato che “la porzione di parete rocciosa per un’altezza compresa tra i 3 e 4 metri lineari, posta superiormente al profilo del previsto muro di contenimento del terreno che nello stato antecedente i lavori era stata colonizzata da essenze vegetali, nel corso dei lavori è stata scorticata, portando in vista la roccia. Ciò ha di fatto determinato un danno paesaggistico ambientale, alterando la percezione visiva del contesto paesaggistico che caratterizzava la spiaggia di Zuccale”. La nota proseguiva assicurando che “gli interventi previsti, che peraltro verranno monitorati da questa Soprintendenza nel corso dei lavori, danno tuttavia sufficienti garanzie per il restauro paesaggistico dell'intero contesto”».

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Ora Legambiente evidenzia che dalle foto appare evidente la realizzazione di un grosso muro in cemento armato che, evidentemente, «dovrebbe essere il previsto muro di contenimento del terreno, anche se non si comprende quale sia il terreno, visto che la parete risulta ancora scorticata – dicono da Legambiente – inoltre non è visibile alcuna opera per l’attecchimento delle essenze a verde mentre il paesaggio costiero, più che essere restaurato, sembra ospitare un’opera con un impatto ancora superiore».

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Per questo la presidente di Legambiente Arcipelago Toscano, Maria Frangioni, chiede a Soprintendenza, Comune e a gli altri enti interessati «se quanto realizzato ed in corso di realizzazione è conforme, quali siano le iniziative di monitoraggio intraprese e quale sia la funzione di un muro di cemento armato di tale impatto paesaggistico su una spiaggia e sul retro di “casotti in legno”, a ridosso di una parete rocciosa scorticata».

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