Il presidio
Arrivano i soldi per finire il porto
Servivano 60 milioni, da Firenze ok a un mutuo ventennale La Regione ne pagherà circa tre all’anno, l’Authority uno
PIOMBINO. I soldi che mancano li metterà la Regione, in parte la stessa Autorità portuale. Quei 60 milioni di cui Il Tirreno parlò venti giorni fa (noi per la precisione dicemmo che servivano 50 milioni) arriveranno come previsto grazie a un mutuo. Serviranno a completare il nuovo porto piombinese e in particolare la Darsena nord, quel mega piazzale da otto ettari dove si insedierebbe - su tutti - il colosso americano General electric.
I soldi arriveranno grazie all’approvazione, lunedì sera in consiglio regionale, di un collegato alla legge finanziaria. Il mutuo che verrà contratto dovrebbe essere di 70-80 milioni, considerando gli interessi. Sessanta i milioni al netto che verranno investiti sulle banchine. La rata sarà di circa 4 milioni all’anno: di questi, tre verranno coperti dalla Regione e uno dall’Autorità portuale.
Subito dopo le feste natalizie, ci sarà un incontro in cui verrà stipulato uno specifico accordo di programma sugli interventi da eseguire in attuazione del piano regolatore portuale del porto di Piombino.
«Finalmente - dice il commissario dell’Autorità portuale, Luciano Guerrieri - c’è un grande movimento per la nostra economia. Tra porto e 398 ci siamo davvero. Dopo mesi e mesi di lavoro, anche silenzioso, ora possiamo coglierne i frutti».
Partiamo dunque dal porto, per il quale adesso gli investimenti complessivi di governo e Regione arrivano a un totale di 180 milioni.
«I lavori alla banchina dove sorgerà il polo di rottamazione e refitting sono in via di conclusione - premette Guerrieri - è vero che abbiamo avuto due mesi di ritardo ma nel frattempo si è conclusa la procedura di individuazione del soggetto attuatore. Da nove soggetti che avevano manifestato interesse ne è rimasto solo uno, la cordata Saipem Saipem-Fratelli Neri Livorno-San Giorgio del Porto Genova, che entro fine mese ci darà il piano di impresa. Una volta approvato quel piano, partiranno i lavori. Poi abbiamo appaltato lavori da 25 milioni (20 dalla delibera Cipe e 5 messi dalla nostra Authority) per realizzare altri 300 metri di banchine e per altri 700mila metri cubi di dragaggio con cui completeremo il riempimento dell’intera darsena nord. E ora, con questi sessanta milioni, porteremo a termine il piazzale da 220mila metri quadri destinato alla logistica industriale».
Il piazzale chiave del porto, quello dove dovrebbe insediarsi General electric con un cantiere di assemblaggio di moduli industriali per la produzione di energia o del gas.
General electric con cui però la trattativa è ferma da mesi, forse proprio per la questione logistica.
«A questo punto - prosegue Guerrieri - General electric potrà prendere la sua decisione. Noi andiamo al completamento di quest’area del piano regolatore, realizziamo le strutture di base. A sua volta General farà il proprio investimento, credo nell’ordine di 30-40 milioni. E’ lo stesso discorso della banchina per la piattaforma delle navi militari. La parte pubblica fa la propria parte, poi subentra il privato». I tempi per la fine dei lavori? «Il tutto dovrà essere completato entro il 2017», chiude Guerrieri.
«Un ulteriore sforzo della Regione Toscana per il porto di Piombino - commenta a sua volta il consigliere regionale e presidente della commissione sviluppo economico, Gianni Anselmi - Un atto concreto che va nella direzione di favorire le condizioni per l’insediamento di nuova impresa e per la creazione di nuovi e qualificati posti di lavoro; se poi questi segnali, come pare, fossero prontamente colti da investitori di standard internazionale, aggiungeremmo un valore territoriale inestimabile e di prospettiva».
Anselmi si riferisce proprio alla General electric: «In questo modo - dice il consigliere - la scelta della Regione va nella direzione di favorire e accelerare tutti gli investimenti potenziali. Naturalmente siamo consapevoli che il completamento infrastrutturale del porto richiami ulteriormente la necessità di realizzare la bretella stradale 398».
E anche sulla 398, stavolta da Roma, sono arrivate buone notizie come diciamo nell’articolo a fianco.
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