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«Non ho tessere di partito, sulle terme ho le mie idee»
CAVO. «La replica del Circolo PD di Rio Marina alla mia dichiarazione dei giorni scorsi, riguardante le futureTerme di Cavo, necessita di alcuni chiarimenti». È quanto afferma Fabrizio Baleni,...
CAVO. «La replica del Circolo PD di Rio Marina alla mia dichiarazione dei giorni scorsi, riguardante le futureTerme di Cavo, necessita di alcuni chiarimenti». È quanto afferma Fabrizio Baleni, consigliere di minoranza di Rio Marina. «Innanzitutto sarebbe utile conoscere chi oggi rappresenta il circolo Pd dal momento che nessuno dei numerosi comunicati risulta firmato, da qualcuno che ci metta la faccia, come invece io uso fare – attacca il consigliere Baleni – mi accusano di una presunta strumentalizzazione partitica riguardo ai problemi che Rio Marina e Cavo hanno oggi di fronte. Forse dimenticano che io non ho nessuna tessera di partito e il mio intervento è assolutamente costruttivo com’è nelle mie abitudini». Baleni tira in ballo il Pd a cui chiede piuttosto «proposte chiare per quanto concerne le terme – spiega il consigliere – dichiaro sin da ora, qualora il sindaco volesse far partecipe la minoranza, la mia disponibilità ad un confronto serio e costruttivo, entrando nel merito della questione ed indicando soluzioni, cui partecipi anche la popolazione per fissare obbiettivi, anche ambiziosi, per il rilancio di Rio Marina che negli ultimi anni sembra essersi fermato».
Baleni ritiene inaccettabile dichiarare «che il nostro paese esce da “quindici anni di stagnazione” includendo la giunta Bosi, che ha retto il Comune dal 2001 al 2011 – spiega – oltretutto, affermare ciò e parlare di degrado, lede fortemente l'immagine di Rio Marina. Invece di ringraziare Francesco Bosi per quello che ha fatto, non si perde occasione per screditarne l'operato, con una ostinazione strumentale, dimentichi di tutto ciò che è stato fatto e di cosa veniva giù dalle miniere ad ogni evento piovoso». Il consigliere conclude il suo intervento spiegano come «se non fosse avvenuta la totale “messa in sicurezza” dell' intero compendio minerario, conuna spesa complessiva di undici milioni di euro, a totale carico di vari enti, escluso il Comune, avremmo ancora la 'gora' nel paese. Chi era in grado di realizzare un opera di quella portata? Chi? Oggi è urgente voltare pagina, creare una classe dirigente all'altezza della situazione, così come capire quali siano le nostre reali opportunità. Ma tutto passa dalla rivendicazione forte di un nuovo porto commerciale e turistico, con l'attracco della nave di linea a Vigneria e dal by-pass che escluda il centro urbano».
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