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Buraccio, stop ai cattivi odori entro aprile
L’impegno di Esa dopo l’ennesima protesta del comitato dei cittadini infuriati per i miasmi dall’impianto di trattamento
PORTOFERRAIO. Entro aprile i cattivi odori saranno un lontano ricordo. Chi vive vicino all’impianto dei rifiuti del Buraccio – lo assicura l’Elbana servizi ambientali – non dovrà più sopportare «quegli odori acri e nauseabondi – per definirli con le parole dei rappresentanti del comitato di protesta – di materiale in decomposizione».
L’aria irrespirabile è un problema che chi abita a Porto Azzurro e Lido di Capoliveri denuncia da tempo e per Esa si sarebbe intensificato dalla fine della scorsa estate. La causa? Gli impianti per il trattamento dell’aria troppo poco potenti, con i biofiltri che, a due anni dalla loro installazione, funzionano male nonostante siano stati progettati per durarne quattro. Per questo l’azienda ha chiesto un anticipo di cassa alla Regione per avviare una serie di interventi di manutenzione in attesa che i fondi Dupim – quelli dedicati alle isole minori – già richiesti e concessi vengano materialmente erogati dal governo.
Lo assicura il presidente di Esa, Idilio Pisani. «Grazie al monitoraggio (costato 20mila euro ndr) che abbiamo avviato – spiega il responsabile dell’Elbana servizi ambientali – ci siamo anche resi conto che i biofiltri del Buraccio stavano entrando in crisi e dovranno quindi subire interventi di manutenzione straordinaria. Nel frattempo l’attività dell’impianto è stata ridotta e ciò che non riusciamo a fare qui, viene lavorato sulla terraferma. Sarà così fino al ripristino dei biofiltri – continua Pisani – e poi entro aprile contiamo di potenziare gli impianti per il trattamento dell’aria».
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Per il momento, però, mancano i soldi. Ci sarebbero i fondi Dupim, quelli a sostegno delle isole minori, previsti, ma non ancora stanziati. Esa ha così chiesto alla Regione di anticiparli. «Ci hanno detto di sì – continua Pisani – stiamo dialogando e contiamo per gennaio di appaltare tutto ed entro aprile di terminare i lavori».
Nel frattempo il Comitato Buraccio protesta. Perché i cattivi odori e le esalazioni rendono ancora l’aria irrespirabile. Ed Esa non lo nega, tanto che avviando il monitoraggio ne ha definitivamente compreso le cause.
«Attivando un monitoraggio per mezzo di apparecchi di rilevamento della qualità dell'aria distribuiti nella zona – scrivono dal comitato – si vuole forse mettere in dubbio l'esistenza del problema? Non era questa la risposta che ci attendevamo da Esa. Ci aspettavamo, invece, che concentrasse subito tutti gli sforzi per potenziare gli strumenti tecnici di controllo delle esalazioni e che considerasse una riduzione dei volumi di rifiuti trattati, sia globalmente che per la produzione di compost. Non c'è tempo da perdere con iniziative dilatorie – continuano i cittadini – e abbiamo solo pochi mesi a disposizione prima della nuova stagione turistica. Ogni giorno che passa senza intraprendere iniziative concrete è un’offesa ai residenti della zona».
Ma Pisani ribatte con fermezza sulla presunta inutilità del monitoraggio. «Grazie a quest’iniziativa – sostiene il presidente di Esa Idilio Pisani – ci siamo resi conto che i biofiltri stavano entrando in crisi. Un evento non atteso, dato che dovrebbero durare quattro anni e dopo appena due hanno problemi. Effettuare il monitoraggio era un obbligo – conclude Pisani – è servito e servirà anche per misurare le future performance dell’impianto»
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