Il Tirreno

Con una mano di vernice addio alla pista da record

di Luigi Cignoni
la pista ciclabile "cancellata" con una mano di vernice
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la pista ciclabile "cancellata" con una mano di vernice

È stato cancellato il micro percorso ciclabile di fronte al Molo Massimo. Per anni è stato oggetto di prese in giro per la sua lunghezza irrisoria

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PORTOFERRAIO. Quella che era stata definita come la pista ciclabile talmente corta da poter entrare nei guiness dei primati non esiste più. Qualcosa come 95 metri di percorso sulla nuova banchina del porto (pio allungata in un secondo momento di acune decine di metri), che partiva dall’imboccatura del pontile Massimo e arrivava fin sotto la pedana di imbarco all’Alto Fondale non è più 'ciclabile'.

Larga poco più di un metro era segnalata da tanto di cartello che avvisava i pedoni che quel tratto di percorso era destinato alle bici, oltre al fatto di essere stato dipinto il tragitto con una vistosa colorazione azzurra. Che, logicamente, terminava nei pressi del punto di attracco dei traghetti e delle navi da crociera.

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Ha avuto vita brevissima. E fin dalla sua prima apparizione, nell’estate 2012, aveva sollevato non poche critiche: prima fra gli stessi residenti nella zona portuale che non comprendevano una simile destinazione d’uso di quello che essi consideravano essere poco più di un marciapiede. E di fatti succedeva che nel tratto di cui si parla, si notavano più le presenze di pedoni o di mamme con i figli sulle carrozzine che invece ciclisti. Lo stesso consigliere allora di minoranza, ma oggi passato a sedere sugli scranni della maggioranza, Riccardo Nurra aveva sollevato alcune perplessità sulla scelta di destinare un percorso così breve a pista ciclabile.

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«La striscia di 95 metri fra i due moli – scriveva all’epoca il consigliere Nurra – è stata dichiarata come pista ciclabile. Nessun altro Paese al mondo può vantare una misura così piccola. L’unico vantaggio – concludeva la sua nota con una punta d’ironia – è che percorrendola non ci si stanca: quattro pedalate e siamo già arrivati». Ma non era soltanto la brevità a suscitare l’ironia e le battute sarcastiche della gente che frequenta il porto. C’era anche il senso di marcia. Infatti la pista era percorribile a senso unico. Lo testimoniavano i cartelli: il primo d’inizio era stato messo nei pressi del molto Elba; il secondo di fine in fondo al percorso.

Oggi una mano di vernice grigia data dal personale dell’Autorità portuale ha messo tutto in ordine: sparita la pista ciclabile, una delle più più brevi del mondo, e spariti anche i cartelli indicatori. Ora ci si può solo passeggiare, con buona pace dei ciclisti.
 

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