Il Tirreno

Sempre più in fila, ma mancano i pacchi

di Cecilia Cecchi

Cresce l’emergenza di famiglie bisognose sul territorio. Dati allarmanti da Caritas e San Vincenzo de’ Paoli

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Olio, pelati, zucchero o caffè ormai manca tutto. E alla mensa dei poveri di via Landi si riesce a mettere ogni giorno diecine di persone a tavola grazie al giro che i camioncini fanno la mattina nei supermercati, ritirando i prodotti in scadenza.

Perché ci sono sempre più persone in fila per i ritiro del pacco-viveri (circa 140 a settimana), ma sempre meno cose da dividere. Preoccupazione che cresce visto il dossier diocesano in materia di povertà. Come conferma la presidente della conferenza San Vincenzo de’ Paoli, Vanna Zanella Bacci (sempre alle prese coi pacchi viveri e indigenti alla mensa dei poveri monsignor Tonini): «Speriamo nell’aiuto delle parrocchie per questo Natale – dice – e nella raccolta straorinaria degli studenti Guardi sabato alla Coop di Salivoli».

Rapporto di povertà. Indicazioni più dirette sulla realtà piombinese dal dossier che sarà presentanto il 18 dicembre in sala consiliare a Follonica. Per il direttore della Caritas diocesana, Leonello Ridi: «La realtà di Piombino è la più grande per quanto riguarda la densità della popolazione e se le cose non si aggravano ulteriormente resta la più grande per quanto riguarda l’attività economica. Da qualche anno – spiega – si fronteggia una situazione economica e sociale sempre più deteriorata e che nell’ultimo anno si è inasprita sia nelle grandi industrie nelle piccole dell’indotto. Il turismo ha un’incidenza minima anche se vi è la presenza di un porto importante ma solo un ponte per arrivare all’Elba».

Il centro di ascolto. «Centro ascolto – afferma Ridi – strutturato sulla spinta di un’opera di condivisione delle realtà parrocchiali con lo scopo anche di superare il personalismo nella gestione della carità».

Ufficio immigrati. «C’è poi l’ufficio che si struttura come opera di servizio per le richieste provenienti dal mondo migratorio – sottolinea Ridi – che oltre alle semplici procedure riguardanti la regolarizzazione dei documenti svolge anche un vero e proprio supporto ed accompagnamento delle persone e delle famiglie. La collaborazione tra i due centri Caritas con le altre realtà di volontariato caritativo presenti sul territorio è molto attiva: per citarne una la San Vincenzo de' Paoli che tra l'altro gestisce la mensa della città. Con le istituzioni si sono verificate collaborazioni stabili per progetti o per reciproche segnalazioni di emergenze e la cui verifica viene fatta con incontri periodici ai quali prendono parte oltre all’Asl anche le varie associazioni territoriali che operano nel sociale».

Il peso della crisi. «Quanto questa crisi economica abbia influito, in termini numerici sulle richieste di aiuto ai due centri è difficile quantificare – aggiunge Leonello Ridi – I dati certi dicono che abbiamo avuto un’incremento notevole di richieste di prodotti alimentari, un forte incremento di presenza alla mensa e un’altrettanto forte incremento di richieste per il sostegno al reddito di fronte alle grosse difficolta nel pagamento di bollette di utenze, rette o materiale scolastico, affitti e mutui casa, acquisto di medicinali, pagamento visite mediche, richieste economiche per rinnovo permesso di soggiorno o acquisto di biglietti ferroviari. Le richieste – dice ancora – sono aumentate ulteriormente da parte di cittadini italiani residenti andando così a parificare le richieste provenienti da stranieri che in passato erano più numerose. Ma sta emergendo la “nuova povertà” figlia della crisi economica globale: famiglie provenienti da lavoro in appalto o dell’indotto siderurgico che per cassa integrazione, licenziamento, mobilità non riescono economicamente a far fronte alle necessità. Si rileva un disagia o pudore nel rivolgersi alle associazioni caritative: da prima tramite amicizie, conoscenze o direttamente ai parroci. Così la soglia della povertà si è ulteriormente abbassata per precarietà di lavoro, di difficile reperibilità di alloggi a costi sostenibili, difficoltà di usufruire di crediti bancari. In questa precarietà – conclude Ridi – si rimanda ad altra data: le bollette non si pagano o si richiede di dilazionarle, purtroppo ci si “cura” meno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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