La “Piombino logistics” va all’esame dei lavoratori
Oggi assemblea al consiglio di fabbrica per discutere della nuova società Intanto si attende la definizione del piano di smantellamenti e smontaggi
PIOMBINO. Si chiuderà nel giro di pochi giorni la vicenda legata alla costituzione della “Piombino logistics”, la nuova società creata da Aferpi per operare sul pontile “Acciaierie” e in futuro nelle altre attività portuali collegate al progetto algerino.
Così oggi Fim, Fiom e Uilm hanno convocato un’assemblea dalle 14 alle 16 al consiglio di fabbrica a cui sono stati invitati tutti i dipendenti di Aferpi e i lavoratori ancora nella ex Lucchini in amministrazione straordinaria che hanno come “codice di lavoro” impianti marittimi, manutenzione logistica, movimento ferroviario e stradale, staff logistica, servizio prevenzione e protezione, Lucchini servizi, movimentazione e vigilanza.
Secondo gli accordi “Piombino logistics” occuperà subito 103 dipendenti di Aferpi e successivamente, non oltre il novembre 2016, altri 60 lavoratori attualmente in cassa integrazione.
La logistica era una delle tre divisioni previste insieme a siderurgia e agroalimentare nell’accordo azienda-sindacati che prevede anche il mantenimento dei diritti acquisiti a quei lavoratori.
Dopo l’assemblea di oggi in tempi rapidi verrà formalizzato il passaggio dei primi dipendenti alla “Piombino logistics”.
Intanto la prossima settimana si chiarirà il futuro dell’acciaieria elettrica: nell’ultimo incontro al Mise (dove ne è stato convocato un altro entro Natale) l’ad di Aferpi, Fausto Azzi, ha dichiarato conclusa la fase di studio delle diverse soluzioni tecnologiche offerte dai fornitori, annunciando quindi che dal 16 al 23 dicembre «si siederà al tavolo con le aziende impiantistiche selezionate per definire l’accordo con una trattativa privata». Tempi di poco superiori poi per le decisioni sul nuovo treno rotaie, a cui l’azienda attribuisce la stessa importanza per le sue strategie.
C’è attesa poi – anche qui si attende chiarezza nel prossimo incontro – sul piano di smantellamento e smontaggi della vecchia acciaieria. L’azienda ha definito «sempre più concreto» il progetto per il trasferimento in Brasile di altoforno, acciaieria e parte della cokeria. Per il resto si dovrebbe partire da gasometro, cokeria 27 forni e palazzine sul lato Portovecchio, in tutto 12 progetti alcuni dei quali considerati cantierabili in tempi brevi.
Si tratterebbe del primo atto concreto collegato ai progetti di Aferpi. Ma sul punto c’è da capire se come prevede una precedente intesa tra azienda e sindacati, Aferpi investirà delle dismissioni ditte e lavoratori locali, con Fim, Fiom e Uilm molto preoccupati per il recente incarico affidato a una ditta del Nord Italia delle manutenzioni al tpp.
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