Il Tirreno

Presto nuovi inquilini in via Landi

di Cecilia Cecchi
Presto nuovi inquilini in via Landi

A 16 anni dall’esplosione nella palazzina ricostruita 5 alloggi andranno ai vecchi proprietari, 7 in affitto a canone sostenibile

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PIOMBINO. Presto di nuovo abitati gli appartamenti della palazzina di via Landi, ricostruita da Casalp sulla base di un protocollo col comune di Piombino.

Si tratta dei cinque alloggi di chi li perse nella tragica esplosione del 1999 (dove Simone Cantaridi uccise la moglie, la figlia e la sorella) cioé destinati agli ex proprietari e per la famiglia Massarri, che restò senza l’attività commerciale; tutti, in pratica, se li sono ricomprati. Più i sette che andranno a canone sostenibile.

«La ricostruzione – ricorda Alessandro Bezzini, dirigente del Comune di Piombino che si occupa anche di edilizia residenziale pubblica e fa da ponte con Casalp – è stata realizzata secondo una normativa regionale che dal 2010 dà la possibilità a investitori privati di poter costruire appartamenti a canone concordato».

«Si tratta – spiega Bezzini – di un affitto calmierato sulla base dei contratti concordati tra le associazioni di propietari e inquilini (legge 431/98). Una misura volta a dare risposta alla “fascia grigia” della popolazione: in pratica quelli che non hanno un reddito così basso per accedere all’edilizia residenziale pubblica, né così alto da poter vivere tranquillamente sostenendo una normale locazione».

«La Regione – conferma – ha stabilito appositamente un paio di misure urgenti per una simile emergenza abitativa, con questo tipo di contributi. Dunque Casalp ha realizzato cinque appartamenti di tipo privato, ricostruiti e riceduti a chi, qui, viveva già prima dell’esplosione. Più i sette che saranno destinati con vincolo cinquantennale a canone concordato».

Appartamenti naturalmente assegnati in locazione con un bando pubblico di partecipazione (fatto dal Comune nel gennaio di quest’anno).

Tutto perché, immaginando un vincolo praticamente a vita, la Regione Toscana vedeva necessario assicurarsi che le nuove costruzioni andassero proprio alla “fascia grigia”di cittadini, in cerca di una giusta collocazione mai soddisfatta tramite le case popolari. Per partecipare al bando era - infatti - necessario essere in possesso di tutta una serie di requisiti, tra i quali l’obbligo di residenza anagrafica o di svolgimento della propria attività lavorativa esclusiva o prevalente nel Comune di Piombino. Poi non avere diritti di proprietà o usufrutto di suo di un alloggio adeguate alle esigenze del nucleo familiare in tutto il territorio regionale o in altra località extra regionale la cui distanza dal Comune di Piombino sia inferiore a 50 km.

In più di appartenere a una fascia economica il cui valore Isee non sia superiore a 35mila.

Ed ecco che la graduatoria sarà formata sulla base di criteri e priorità di carattere sociale (relativi alla “fascia grigia”).

«In sostanza – spiega ancora Bezzini – si vincolava la partecipazione al bando di soggetti in grado di stipulare questo tipo di locazione in funzione di graduatorie più particolari visti i requisiti richiesti».

Ormai manca solo la registrazione del certificato di agibilità.

E la situazione dovrebbe definitivamente sbloccarsi già il prossimo gennaio.

«Visto che gli ammessi al bando sono risultati 17 – conclude Alessandro Bezzini – Ora sarà Casalp a vagliare i requisiti e poi procederà all’assegnazione in base alla grandezza degli appartamenti e ai nuclei familiari. Insomma il procedimento è in dirittura d’arrivo».

@ceciliacecchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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