Il presidio
Si dimette il cda di Asiu, oggi il nuovo
Chiusa la prima fase con il passaggio a Sei, ora gli sforzi si concentrano sulla riqualificazione di Ischia e su Rimateria
PIOMBINO. Oggi l’assemblea dei soci di Asiu prenderà atto della remissione del mandato da parte del Cda e ne nominerà uno nuovo, per gestire la seconda fase dell’operazione che prevedeva il passaggio a Sei Toscana e la valorizzazione degli asset impiantistici di Asiu e Tap, con conseguente risanamento del bilancio.
La remissione avviene, come concordato a luglio, perché la prima fase, il passaggio del servizio di raccolta e spazzamento a Sei Toscana, è completato e operativo dal primo novembre scorso.
Il nuovo Cda non vedrà più Valerio Caramassi nella veste di presidente ma solo di consigliere, la nuova presidenza dovrebbe andare a Barbara Del Seppia, mentre lascerà Carlo Olmo, sulla cui presenza si erano scatenate furiose polemiche.
Anche questo Cda a due, peraltro, è a scadenza, perché nel giro di qualche mese Asiu confluirà in Rimateria, dopo una perizia sul valore del patrimonio, quindi sarà messa in liquidazione. Caramassi rimane presidente di Rimateria e sarà lui a gestire le fasi successive, quelle decisive per far partire gli impianti e riqualificare la discarica. Per questo progetto, peraltro già approvato dalle banche, la società si attende un via libera autorizzativo prima dell’estate. Dovrebbe consentire, in un paio di anni, di coprire l’attuale buco nel bilancio di Asiu, una voragine da quasi trenta milioni di euro, in parte ridotto dalla “non chiusura” della discarica, che evita il costo del “post mortem”, circa 9 milioni. Il buco è comunque grosso: non siamo ai livelli di Livorno, ma poco ci manca, visto che i numeri complessivi sono assai più piccoli.
Il progetto. Prevede di riqualificare tutta l’area, con alberature e percorsi attrezzati. Per i rifiuti esistenti si andrà al riciclo dove possibile e allo smaltimento in sicurezza negli altri casi. Nelle intenzioni dovrebbe essere un netto miglioramento rispetto alla situazione attuale.
Del resto bastano alcuni dati. Nella sola discarica Li53, di fatto abusiva, ci sono trecentomila tonnellate di rifiuti accumulati e almeno il doppio sotto il piano della campagna. E sugli ottocento ettari di area industriale di situazioni come queste ce ne sono a decine, tutte da bonificare.
Il ruolo di Rimateria. In tutto questo Rimateria è decisiva per il riciclo dei rifiuti esistenti e di quelli industriali che saranno prodotti in futuro. A regime darà lavoro almeno a una cinquantina di persone. Il nuovo Cda di Asiu gestirà l’ingresso della società, mentre come Rimateria, tramite uno o più bandi pubblici, saranno messe in vendita le quote ad aziende strategiche per la “mission”, ci sono già manifestazioni di interesse. La direzione e il controllo resteranno comunque in mano pubblica. Resta da capire se anche Aferpi deciderà di acquisire le quote, ma il piano dovrebbe stare in piedi anche senza gli algerini.
La discarica. Il 10 (vedi a lato, ndr) ci sarà un’assemblea pubblica con il comitato alla quale parteciperanno Caramassi e Chiarei durante la quale sarà illustrato il progetto. Nella riqualificazione è prevista la “sutura” dello spazio fra la discarica attuale e quella della Lucchini. Sono circa 400mila metri cubi che, in due anni, dovrebbero portare in cassa circa 25 milioni di euro. Le cifre dipenderanno anche dalle bonifiche, ma dovrebbero essere sufficienti a coprire il buco in bilancio.
Il comitato vuole chiarimenti soprattutto sui cattivi odori che ancora arrivano dalla discarica, dovuti ai rifiuti biodegradabili.
La buona notizia è che è stato deciso di abbandonarli del tutto entro il 2016, non finiranno più in discarica. Dall’altra parte tutte le bonifiche delle discariche abusive nell’area non potranno che migliorare l’attuale situazione.
@guifiorini
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