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«Questa mobilitazione sia solo l’inizio»
PIOMBINO. «La riunione al Mise ha avuto un esito inconcludente, fonti sindacali affermano addirittura che “in alcuni punti siamo tornati indietro rispetto a un mese fa”, e questo dà ancora più forza...
PIOMBINO. «La riunione al Mise ha avuto un esito inconcludente, fonti sindacali affermano addirittura che “in alcuni punti siamo tornati indietro rispetto a un mese fa”, e questo dà ancora più forza alla manifestazione per la vertenza Aferpi».
E’ l’opinione di “Minoranza sindacale” e “Campeggio cig”, gruppi per i quali «la manifestazione deve essere l’inizio di un percorso di forte mobilitazione dei lavoratori e della città a cui devono seguire al più presto altre iniziative eclatanti che costringano Governo, Regione, Comune e azienda a concretizzare gli impegni presi e a questo punto rivelarci se il modello Piombino è attuabile o meno».
Nel mirino dunque le «risposte negative arrivate su incremento dei livelli occupazionali portando i contratti di solidarietà come previsto dagli accordi vicino al 60%, avvio delle demolizioni entro la fine di novembre, pagamento del tfr, aumento della produzione».
«Sull' acquisto del forno elettrico e costo dell’energia siamo al nulla di fatto – proseguono – ancora al punto di dover individuare percorsi e finanziamenti. La conferma di ciò è l’accordo con Jindal, per tre anni, per la fornitura dei blumi. Intanto dalla fabbrica apprendiamo da fonti ben informate e attendibili , che sarebbe stato assunto alle dipendenze di Aferpi un lavoratore extra accordo dei 1080 in cig. A tal motivo chiediamo ai sindacati la verifica di tale notizia».
«Veniamo a conoscenza inoltre – concludono – che quei lavoratori assunti in Aferpi oltre ai 1080 inseriti nella lista dell’accordo sottoscritto per i contratti di solidarietà, non possono usufruire di tale forma di contratto, per cui gli vengono retribuite solo le ore lavorate, e questo è inaccettabile».
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