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Aferpi, in arrivo due navi cariche di blumi e billette

Aferpi, in arrivo due navi cariche di blumi e billette

Allarme di “Minoranza sindacale”: «L’azienda vuole scindere parte della logistica creando una nuova società con i lavoratori di Ima, movimento ferroviario e vigilanza»

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PIOMBINO. Attesa per il confronto al Mise dì lunedì prossimo, in cui Aferpi è chiamata a chiarire il cronoprogramma per dismissioni e acquisto del forno elettrico, mentre arriva la notizia che due navi cariche di semiprodotto sono attese in porto per i primi giorni del mese prossimo. Si tratta di un carico di 30mila tonnellate di billette in arrivo dall’Oman e di 15mila tonnellate di blumi dall’India.

Notizie confortanti dunque rispetto alla capacità dell’azienda – dopo l’accordo con Jindal – di rifornire i laminatoi, da affiancare alla volontà manifestata dall’azienda di intervenire al più presto per realizzare il nuovo treno rotaie. Tutto ciò nella speranza di aggiudicarsi la gara per la fornitura di rotaie, che prossimamente dovrebbe essere organizzata dalle Ferrovie.

Intanto però “Minoranza sindacale” e “Camping cig”, riferiscono di essere venuti a conoscenza dell’intenzione di Aferpi «di scindere una parte della logistica per operare sul pontile acciaierie e anche sulle banchine del porto di Piombino, formando così una nuova società, anche se collegata sempre alla società madre, con i lavoratori attualmente impiegati negli impianti marittimi (Ima) quelli del movimento ferroviario (Mof), quello stradale (Mos) e forse anche la vigilanza, senza nessun rientro di lavoratori dalla cassa integrazione». Operazione che ineteresserebbe un centinaio di lavoratori.

Secondo i due gruppi «lo scorporo della logistica può far pensare che l’azienda si stia preparando a puntare sulla cosa a cui è interessata davvero, cioè il porto e le aree annesse, incominciando ad abbandonare la parte siderurgica, anche in relazione al valore sempre più basso dell’acciaio e alle difficoltà di far uscire i capitali dall’Algeria per gli investimenti previsti a Piombino , con gravi ripercussioni sull’occupazione».

Per “Minoranza sindacale” e Camping cig” se venisse accettato questo passaggio «si aprirebbe una porta attraverso la quale potrebbero passare altre divisioni societarie facendo diventare la fabbrica una specie di spezzatino, magari con contratti e condizioni diverse».

Per questo «i sindacati prima di esprimere qualsiasi parere in merito devono consultare i lavoratori e attenersi al loro parere. Certo scelte così improvvise e senza chiare giustificazioni, aumentano le preoccupazioni rispetto alla reale volontà e capacità dell’azienda di realizzare quanto promesso».

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