Il Tirreno

«Sporco, topi e rumori: il canile va chiuso»

Francesca Lenzi
«Sporco, topi e rumori: il canile va chiuso»

L’avvocato Napoleoni, che ha casa alla Tolla, fa causa al Comune insieme alla moglie: situazione intollerabile

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PIOMBINO. Ogni anno si registra un certo numero di cause contro il Comune di Piombino. Talvolta l’amministrazione viene citata in giudizio per motivi che, partendo da origini individuali, arrivano a interessare più soggetti.

È il caso della causa civile presentata da Simona Salini e Alessandro Napoleoni lo scorso 28 ottobre.

Il motivo? La richiesta «dell’immediata cessazione delle immissioni intollerabili provenienti dal canile di Piombino – come si legge nel verbale di delibera per l’incarico affidato dal Comune all’avvocato Carlo Moschini, quale legale dell’amministrazione – attraverso la chiusura dello stesso e la condanna al risarcimento dei danni in favore dei ricorrenti».

«Essendo un procedimento d’urgenza il processo è già iniziato – spiega Maurizio Poli, dirigente del servizio Affari legali del Comune di Piombino – e prevede l’eventuale risarcimento di 10mila euro e, soprattutto, l’eventuale chiusura del canile».

A fare causa al Comune di Piombino sono, come detto, Simona Salini e il marito Alessandro Napoleoni, che di professione fa l’avvocato e chiarisce i termini della questione: «A livello formale ho fatto causa soltanto io, ma ho citato altre famiglie che abitano come noi in località Tolla, come testimoni – afferma Napoleoni – Questa scelta è dettata da motivi di opportunità; credo infatti che il giudice predisporrà una consulenza tecnica e, avendo io la casa più vicina al canile, l’ho ritenuta la decisione migliore».

Migliore, secondo l’avvocato, per verificare concretamente il disagio.

«La situazione è paradossale e ormai insostenibile – afferma Alessandro Napoleoni – Ho aspettato a lungo, dopo aver avuto incontri vari con l’amministrazione, ma quando ho visto investire 118mila euro per i lavori di manutenzione del Comune mi sono sentito preso in giro».

Già, perché Napoleoni ha acquistato casa alla Tolla nel 2012, ma «solo dopo aver parlato con sindaco, consiglieri, assessore competente e ufficio tecnico e aver ricevuto rassicurazioni sul futuro spostamento del canile – sostiene l’avvocato –. Spostamento che, dopo i lavori di manutenzione, vedo molto, molto, lontano, nonostante io abbia prodotto in giudizio dichiarazioni dell’amministrazione piombinese, sulla “priorità del trasferimento della struttura” risalenti addirittura al 2002».

Il riferimento di Napoleoni va al “rinnovamento” del canile, avviato lo scorso inverno e concluso a giugno, costato all’amministrazione 118mila euro, in verità coperti per 59mila euro dal lascito della signora Manuela Gabellieri e per il resto da un contributo regionale.

«Come se non bastasse, a giugno, dopo un altro incontro con l’amministrazione, mi sono visto costruire un’altra decina di gabbie, ancora più vicine alla mia abitazione – dice Napoleoni – Ecco, credo che in questa situazione siano stati calpestati i diritti dei cittadini, che hanno pagato oneri di urbanizzazione per una zona che di urbano ha ben poco».

«Voglio ricordare, inoltre, i soldi già spesi dal Comune per lo studio di fattibilità del nuovo canile che, come conseguenza, ha portato soltanto alla previsione di un costo esorbitante che vedo di difficile realizzazione, quando penso che in un Comune piccolo come il nostro basterebbe attenersi a progetti più abbordabili, magari da incrementare nel tempo».

Napoleoni si riferisce allo studio di fattibilità dell’architetto Gabriele Priami, per un progetto di canile in località Asca, ultimato nel 2007 che parlava di un costo dell’opera di 2 milioni e 600mila euro.

«Ci tengo a sottolineare che amo gli animali, ne ho sempre avuti, e mi dispiace aver preso questa decisione – afferma Napoleoni –. Amo gli animali ma credo sia importante anche la salute delle persone, che oggi, tra l’abbaiare ininterrotto, lo sporco e la comparsa pure di ratti, è messa in pericolo; senza dimenticare che un trasferimento del canile andrebbe a vantaggio degli animali stessi, che finalmente potrebbero vivere in un ambiente migliore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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