Il Tirreno

Tor del Sale, l’ipotesi dell’outlet divide

Tor del Sale, l’ipotesi dell’outlet divide

Paolo Pedroni (Pdci favorevole al progetto dell’ Enel, bocciato invece dai Cinque stelle

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Il futuro di Torre del Sale ancora al centro del dibattito. Per l’ex segretario Fiom e rappresentante dei Comunisti italiani, Paolo Pedroni, «la discussione che si sta aprendo sulla opportunità di un investimento nell’area di Torre del Sale fotografa la realtà piombinese. Su tutto si dimostra diffidenza ed iniziano dibattiti interminabili e divisioni che portano all'allungamento dei tempi. Ormai si vive in una società dove le decisioni devono essere immediate nessuno ha del tempo da perdere. Ma forse - aggiunge Pedroni - il passato non ci ha insegnato niente, la monocultura siderurgica, la mancata innovazione tecnologica accompagnata da una mancata infrastrutturazione ci hanno portato alla nostra debolezza di oggi. Speriamo in Cevital ma non siamo abbastanza determinanti, vogliamo il turismo ma deve essere silenzioso, poco impattante, anche un po' triste. A noi andavano bene le partecipazioni statali, tanti occupati e poche responsabilità, ma il mondo è cambiato, forse eravamo distratti od incapaci a gestire il nuovo. Adesso occorre che chi ha l'onere e l'onore di decidere lo faccia senza tentennamenti, tutti non possono essere accontentati. Si rischia di perdere i treni che passano. Siamo la prima generazione che sta consegnando una società peggiorata ai propri figli, vediamo di lavorare per recuperare qualche errore del passato».

Decisamente diverso il giudizio del Movimento 5 stelle per il quale l’amministrazione si dimostra incapace di prendere decisioni di lungo periodo, «di avere la visione dello sviluppo. Ecco l'ennesimo specchietto per le allodole: il centro commerciale. Di fronte alla decisione Enel di dismettere la centrale deve essere preso in considerazione un percorso per il recupero dell'area. Qualunque sarà il destino, dovrà essere compatibile con l'idea di sviluppo e soprattutto concertato con i cittadini. Il tessuto commerciale è già stato messo pesantemente in crisi, quindi il primo obiettivo dovrebbe essere quello di attirare le frequentazioni in centro. I grandi centri commerciali rischierebbero di dare il colpo di grazia al commercio piombinese. A questo si aggiungono oggettivi problemi logistici come l'inadeguatezza della Geodetica», aggiunge il Movimento. Per il quale adesso ora si dovrebbe aprire un tavolo di discussione urgente fra rappresentanti dei cittadini e vertici Enel per indirizzare la riconversione dell'area verso un progetto che sia funzionale alla vocazione del territorio e che non interferisca con altri settori.

«Accettare un centro commerciale senza neanche provare a far valere la facoltà di indirizzo della politica - conclude la nota - ci pare inspiegabile se non attraverso la volontà di dare immediate ed illusorie risposte al deficit occupazionale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino