PORTOFERRAIO. «De Ferrari dovrebbe dimettersi dalla presidenza degli Albergatori. E, se io fossi un associato chiederei le sue dimissioni, dal momento che non tutela gli interessi di tutti i soci ma solo l'interesse particolare di alcuni di loro e di una sola compagnia di navigazione».
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Chi si aspettava una distensione dei toni da parte di Achille Onorato, smaltita la tensione del convegno sui traghetti organizzato dalla Fondazione Isola d'Elba, rimarrà deluso.
Altro attacco agli Albergatori. L'amministratore delegato di Toremar punta ancora il mirino sull'associazione Albergatori e sul suo rapporto con la compagnia di navigazione Blu Navy. Del resto Onorato non aveva lasciato troppo spazio alle interpretazioni anche nel corso del convegno di venerdì. Aveva attaccato il vice presidente della categoria Alessandro Gentini e svelato pubblicamente un incontro avuto con De Ferrari in estate, nel corso del quale l'Ad aveva proposto un pacchetto sconto per dieci anni senza limiti di fatturato, ricevendo in cambio un no secco.
«Dobbiamo una volta per tutte uscire dagli equivoci - attacca l'amministratore delegato di Toremar - il convegno organizzato dalla Fondazione è stato una presa per i fondelli nei confronti dell'Elba e della sua gente. Si doveva parlare dei costi e dei problemi del sistema dei traghetti e invece si è parlato solo di uno slot conteso dalla compagnia Blu Navy di cui sono soci sei membri su otto del cda della Fondazione».
Ma, ancora una volta, sono gli Albergatori il bersaglio principale di Onorato: «Non è vero - precisa Achille Onorato - che la proposta di uno sconto di 10 anni senza limiti di fatturato avesse la clausola dell'esclusività. La verità è che De Ferrari ha detto no per favorire solo Blu Navy, quando invece dovrebbe fare gli interessi di tutta l'Elba e non di una compagnia in particolare. Tutte le compagnie dovrebbero essere messe sullo stesso piano, invece la categoria ha un accordo con Blu Navy che, di fatto rappresenta una distorsione del mercato».
In seguito a questa analisi l'amministratore delegato arriva a chiedere il passo indietro del presidente degli Albergatori.
«I clienti degli hotel dovrebbero usufruire di un ventaglio completo di scelte e non essere indirizzati solo su Blu Navy - aggiunge Onorato - Toremar fruisce di una sovvenzione? La vera sovvensione la percepisce Blu Navy. Sulla tratta Piombino-Portoferraio riceviamo un contributo miglio di 32,13 euro, mentre Blu Navy con l'impiego di una sola unità a noleggio con imbarcato personale non elbano, per soli 206 giorni annui, riceve un contributo dall'associazione Albergatori di 2.800.000 euro, il che significa un contributo miglio di 100,68 euro. E ciascun euro guadagnato in più viene diviso tra i soci, compresi gli Albergatori. De Ferrari è in evidente conflitto di interessi, si dimetta. Dopo il convegno, sinceramente, mi aspettavo una telefonata da lui, invece non ci sono stati contatti. Ci sono rimasto male».
«Povera Elba». L'amministratore delegato di Toremar è un fiume in piena e sostiene di sentirsi stanco delle tante, troppe critiche rivolte ai traghetti. «Domenica sul porto c'erano due navi da crociera e quasi non c'era neanche un ristorante aperto. Tutta l'isola è chiusa - attacca Onorato - la verità è che bisogna smettere di dare la colpa sempre a soggetti terzi, quando i traghetti, quando la Regione, quando le nuvole e il tempo brutto. Ci si dovrebbe rimboccare le maniche, perché in questo modo l'isola non può crescere. Non si fa sistema. Gli Albergatori si rallegrano della crescita del turismo, ma è evidente che abbiamo solo raccolto i benefici della flessione del mercato tunisino. Nei prossimi anni all'Elba il turismo può incontrare un segno negativo».
L'amministratore delegato di Toremar porta come simbolo della scarsa capacità di fare sistema anche la frammentazione amministrativa. «Sono otto Comuni e ognuno che guarda al proprio orticello e non perde l'occasione per farsi la guerra. Così non andiamo da nessuna parte. Basti pensare alle ultime regionali: avevamo l'occasione di eleggere un consigliere regionale elbano (Barbetti, ndr) e invece guarda come è andata a finire. L'unica nota lieta è la Gestione associata del turismo che ha svolto un ottimo lavoro».
La classe dirigente. Onorato si dice «Rassegnato. Non dall'isola d'Elba, che amo ed è casa mia, ma da un gruppo di elbani che hanno deluso qualsiasi tipo di aspettativa, fatte alcune doverose eccezioni. Nel complesso la classe dirigente elbana è da rottamare, largo ai giovani. Se hanno fallito? Basta dare un'occhiata: il mondo va avanti mentre all'Elba dal punto di vista turistico siamo rimasti agli anni Settanta». Parole pesanti che segnano un punto di rottura con il territorio ancor più netto rispetto a quanto emerso nel convegno di venerdì scorso.
«E basta con questa storia che i traghetti sono cari, basta fare i raffronti con le altre tratte in Italia per rendersi conto che non è così. Ad essere cari sono gli alberghi e i ristoranti, che applicano prezzi assolutamente fuori mercato».