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«Il sindaco ha favorito sua moglie»
Ferrari (Fratelli d’Italia) lo accusa di conflitto d’interessi per la convenzione sulla sorveglianza in Costa est
PIOMBINO. Conflitto d’interessi. Il sindaco avrebbe fovorito la moglie nell’acquisizione dell’incarico di coordinatrice del servizio di sorveglianza balneare sulla Costa est.
L’accusa è contenuta nell’esposto presentato ieri mattina in procura da Francesco Ferrari, attuale esponente di Fratelli d'Italia-An, in consiglio comunale con la lista Ferrari sindaco - Forza Italia.
«Sarà la magistratura a valutare se sussistono o meno responsabilità penali. A me interessa l'aspetto politico. Che è vergognoso», commenta il rappresentante della destra piombinese.
In prima battuta Ferrari si è mosso sulla traccia di una segnalazione anonima, acquisendo, subito dopo, la documentazione ufficiale. In particolare due delibere. La prima è datata 16 aprile 2014, poco prima della fine del mandato Anselmi. La giunta, incluso Massimo Giuliani che all’epoca era assessore, votò all'unanimità l’atto con cui veniva approvato il piano collettivo di sorveglianza balneare dell'anno 2014 per la spiaggia del parco della Sterpaia. Gestione affidata al Consorzio Balneare Costa Est presieduto da Fabrizio Lotti. Nella stessa occasione fu approvata anche la bozza di convenzione (poi ratificata in forma integrale) tra il Comune ed il Consorzio stesso, riconoscendo a quest'ultimo un compenso di 106.877 euro.
Nella bozza si precisava, appunto, che il coordinamento del servizio sarebbe stato affidato da Lotti alla moglie di Giuliani, Larysa Belinska.
«Non sono ad oggi riuscito a conoscere il corrispettivo riconosciutole dal Consorzio», prosegue Ferrari. Che etichetta come primo elemento discutibile il fatto che l’affidamento del servizio sia avvenuto senza alcun bando di gara. Nella convenzione si fa richiamo ad un articolo del codice degli appalti («”procedura negoziata senza pubblicazione di un bando di gara”, senza spiegare nel dettaglio le ragioni giuridiche e di fatto che avrebbero consentito di operare evitando la gara pubblica».
Non risulta questa, però, la radice del ragionamento di Ferrari. A spingerlo a presentare l’esposto sono stati la presenza di Giuliani alla seduta di giunta e il suo voto favorevole su una delibera «che - afferma il politico - in modo diretto, favoriva sua moglie».
Ferma l'eventuale responsabilità penale, il suo ragionamento ruota «su una responsabilità politica, gigantesca e indiscutibile. La condotta di Giuliani non ha minimamente tenuto di conto del conflitto di interessi in cui si trovava ed è esempio di un favoritismo disgustoso».
La documentazione acquisita include gli atti relativi all’estate 2015. Rispetto all'anno precedente si notano alcune differenze che agli occhi di Ferrari confermerebbero indirettamente una presa di coscienza delle anomalie del 2014. Intanto, l’assenza di Giuliani, stavolta sindaco, al momento del voto. Il confronto tra le due convenzioni - identiche nella sostanza in tutto e per tutto - dice poi che il nome della signora Belinska stavolta non c’è, anche se l’incarico le è stato confermato. Ci si limita a dire che il Consorzio avrebbe dovuto indicare il nominativo del coordinatore entro l'inizio della stagione balneare.
«La circostanza - chiude Ferrari - mi è apparsa come un mero espediente per evitare contestazioni di natura politica, riconducibili all'aver favorito un familiare in pieno conflitto di interessi, nonché di responsabilità penale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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