È Onorato contro tutti «Giù le mani da Toremar»
Gli Albergatori sono il bersaglio preferito dell’amministratore delegato «Ho proposto 10 anni di sconti senza limiti, ma vogliono aiutare solo Blu Navy»
PORTOFERRAIO. È rimasto in silenzio per più di un’ora, poi ha monopolizzato la scena. Ha incassato attacchi da più parti – inevitabile visto il ruolo di supremazia di Moby e Toremar nei collegamenti marittimi – e ha risposto per le rime, giocando sui punti deboli del cosiddetto avversario.
Nel convegno organizzato dalla Fondazione Isola d’Elba l’amministratore delegato di Toremar, Achille Onorato, ha messo da parte l’aplomb e la consueta compostezza ponendo domande e dialogando vivacemente sia con gli albergatori che con alcuni sindaci. Alla platea del Centro De Laugier ha presentato una ricerca che dipingeva l’Elba come location più cara della Sardegna (simulando per l’estate 2016 prenotazioni in hotel di varie tipologie) mentre ad Alessandro Gentini, vicepresidente dell’associazione albergatori, ha ripetutamente chiesto come mai il direttivo da lui rappresentato non abbia accettato «uno sconto» sui biglietti «per dieci anni senza un limite di fatturato garantito» per la compagnia.
Lo sconto rifiutato. «Il 20 luglio ho incontrato l’ingegner De Ferrari all’hotel Hermitage – ha spiegato l’armatore – e gli ho proposto queste agevolazioni. Mi è stato risposto di no per tutelare gli interessi di Blu Navy. Credo che gli albergatori debbano fare gli interessi della collettività e non quelli di una singola impresa». È proseguito così lo scontro fra il gigante del canale e l’associazione di categoria, socia della terza compagnia di navigazione con il 10% delle quote. Luca Morace, direttore generale di Blu Navy, ha ironicamente ringraziato De Ferrari (non presente all’incontro) spiegando che se avesse accettato la proposta di Onorato (gli sconti erano in esclusiva, secondo quanto spiegato dagli Albergatori) la sua azienda avrebbe chiuso «dopodomani», mentre Gentini ha ricordato come l’investimento degli albergatori sia stato fondamentale per portare la concorrenza e abbassare le tariffe.
«Potenziate l’ospedale». È la frase che non ti aspetti, o forse sì. Nella lotta per garantire i servizi sanitari sull’isola, sia i sindaci che la popolazione battono su un tasto fondamentale: all’Elba quando imperversa il maltempo le navi rischiano di non partire e chi ha bisogno di curarsi (insieme a tutti gli altri) resta in porto. E Onorato, ribadendo che i comandanti restano in banchina quando le condizioni sono proibitive, ha fatto il loro gioco. «Il problema non sono le navi – ha affermato l’armatore – ma l’ospedale. La nave rappresenta l’eccezione. Vi lamentate per l’ascensore della nave che è piccolo, mentre quello dell’ospedale è fermo da anni. Signori – ha concluso Onorato – è questo il problema».
Scintille con i sindaci. Lo scambio di battute è poi proseguito con il sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei, vicepresidente dell’Ancim. Onorato ha tirato in ballo Ancim chiedendo l’orientamento del direttivo in merito alla non più possibile detraibilità dell’Iva, imposta da una misura varata qualche anno fa che di fatto danneggia le compagnie (su Toremar pesa per tre milioni di euro l’anno). «C’è un disegno di legge in Senato – ha detto Ciumei – ma mi pare che la Regione abbia rimborsato Toremar per le maggiori spese sul carburante». «È un riequilibrio del contratto», ha risposto Onorato, subito prima che il sindaco aprisse la crisi affermando che «questo non succede da nessun’altra parte in Italia». «Mi sembra che lei si stia arrampicando sugli specchi – si è difeso piccato l’armatore – Mi scusi: se avesse letto i contratti di servizio delle altre compagnie avrebbe visto che esistono delle formule, qui non previste, dove non appena aumentano i costi, aumentano anche i contributi». I toni, alla fine, sono stati smorzati dall’ex direttore della Nazione (e moderatore del convegno) Gabriele Canè. Ma al prossimo incontro, c’è da scommetterci, le schermaglie fra il “leone” Onorato, gli albergatori e i sindaci continueranno.
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