Il Tirreno

«Questa è la fine di Fosso alle canne»

di Cecilia Cecchi
«Questa è la fine di Fosso alle canne»

La disperazione di Salvadori, più di 50 anni di vita dedicati alla protezione della spiaggia

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PIOMBINO. «È la fine di Fosso alle canne. La spiaggia è cresciuta di 15 metri... Si scende con estrema difficoltà. Anche tutte le statue di legno sono state spazzate via dalla furia del mare...». Enrico Salvadori, il Robinson Crusoe di questa nicchia di costa, è costernato.

Pensionato delle Acciaierie, 73 anni, “abita” da più di 50 anni, da giugno a settembre qui, in un piccolo appezzamento che ha riscattato da “Populonia italica” (che aveva attrezzato con muretti a secco e altro usando legname di recupero e materiali “eco” ). Testimonial della Protezione civile antincendio ormai pure col brevetto di salvataggio - tanti frequentatori li aveva aiutati comunque già prima - si è sempre occupato della pulizia e della cura di tutta l’area.

L’immagine scattata da Diego Luci parla da sé.

«Ho resistito a cinghiali, al meteo avverso, ai vandali, superando accuse di abusi edilizi, pagando multe, anche un tumore – dice Salvadori – Ma stavolta da solo non ce la posso fare... Spazzata via ogni cosa. Per scendere? Pericoloso, davvero meglio dal mare. Ora c’è una fossa profonda fino a due metri... Radici strappate ovunque. Al guado di Rio Fanale non si passa più. Trascinate via anche tutte le tamerici che avevo piantato 51 anni fa». Tante le persone in città che conoscono bene Salvadori e hanno a cuore lo stretto legame tra lui e Fosso alle canne. Da tener presente: stavolta va aiutato davvero.

Al peggio non c’è fine per queste colline; si sgretolano, sia perché la natura non è sentimentale (e niente considera indispensabile) o per i pessimi interventi dell’uomo (i “vecchi piombinesi” ricordano sempre lo spostamento degli scogli dalla costa tra Calamoresca e Baratti per la realizzazione della diga al porto); ormai importa poco. Succede.

Persino la presenza della rete anti cinghiali sulla via dei Cavalleggeri, tra Spiaggia lunga e Fosso alle canne, ha finito per concentrare l’acqua da monte facendo sì che il fango si scaricasse tutto al ponticello. Risultato? Più difficile il passaggio. «Andremo a verificare coi tecnici degli uffici – non si tira indietro l’assessore ai lavori pubblici, Claudio Capuano, chiamato in causa anche stavolta – Ma nostro obiettivo principale al momento resta rendere accessibili i percorsi per tornare a casa. Sotto la Sedia, ad esempio, c’è ancora chi passa con difficoltà. Poi – aggiunge Capuano – ci sono da rendere di nuovo agibili le palestre della scuola media di via Togliatti a Salivoli e del Perticale, dove si è sfondato un lucernario».

Un ordine di priorità. «Poi certo – assicura l’assessore ai lavori pubblici - ci occuperemo della sentieristica del Promontorio di Piombino, anche per quello che riguarda Baratti e Populonia e della situazione del parco che resterà chiuso questo fine settimana. Intanto la viabilità a Baratti è stata in qualche modo ripristinata». Città, parchi, Fosso alle canne, una spiaggia unica dove per decenni c’era ospitalità, assistenza, tra un terrapieno recintato di canne e scopa, un orticello, sedute e tavoli per turisti, sculture scolpite coi tronchi; ora non esiste più. Però Enrico Salvadori non deve arrendersi.

@ceciliacecchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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