Il Tirreno

Fausto Azzi prende il posto di Farid Tidjani in Aferpi

Cristiano Lozito
Fausto Azzi e l'area ex Lucchini
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Fausto Azzi e l'area ex Lucchini

La decisione di Issad Rebrab, che la prossima settimana sarà a Piombino

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PIOMBINO. Nuova mossa a sorpresa di Issad Rebrab, che si appresta a nominare amministratore delegato di Aferpi Fausto Azzi, 49 anni, ex responsabile dell’area finanziaria, chiamato a guidare l’azienda al posto di Farid Tidjani (fin qui amministratore unico), l’uomo che ha seguito dall’inizio l’affare Lucchini insieme al presidente di Cevital.

L’indiscrezione, che ha iniziato a circolare venerdì 30 nel pomeriggio, ha trovato conferma in fonti aziendali, anche se il nuovo corso verrà formalizzato la prossima settimana con la nomina del cda (in cui comunque Tidjani dovrebbe restare, almeno per il momento) e a seguire di quella dell’amministratore delegato.

Fausto Azzi, napoletano, specializzato nella gestione finanziaria, fece il suo ingresso nel cda della Lucchini nell’aprile del 2012 per guidare la ristrutturazione finanziaria della società, e partecipò alle vicende dell’amministrazione straordinaria finalizzate alla cessione dello stabilimento.

La decisione di Rebrab arriva inattesa, anche se il tam tam aziendale da tempo faceva intendere che Tidjani fosse comunque in scadenza. Ma la recente bocciatura del direttore generale appena assunto, Adriano Zambon, proprio per i dissidi con Tidjani, sembrava aver quanto meno allungato i tempi.

E del resto Tidjani ha continuato a esercitare il suo ruolo con un potere assoluto concessogli da Rebrab, rappresentando la società e lo stesso presidente in tutte le situazioni, anche in quelle nelle sedi istituzionali. Nessun commento sul cambio al vertice di Aferpi da parte della politica e nemmeno da parte dei sindacati, che attendono comunicazioni ufficiali. Ma che sono preoccupati di una novità che non si attendevano e di cui ancora è difficile capire fino in fondo le ragioni e i riflessi.

L’arrivo di Azzi al vertice di Aferpi segue infatti di pochi giorni l’annuncio della nomina di Roberto Villa come direttore commerciale, a rappresentare la volontà di imprimere un cambio di passo nella difficile ripartenza delle acciaierie.

Ma certo due cambi in un mese mezzo nei posti chiave dell’azienda (prima appunto il siluramento del neoassunto direttore generale Adriano Zambon, ora l’addio all’amministratore unico Farid Tidjani), dopo correzioni strategiche clamorose come quella dell’annunciato e poi ritirato proposito di tornare all’altoforno, rendono difficile la lettura del quadro complessivo.

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Un quadro che si chiarirà il mese prossimo nell’appuntamento già fissato al Mise in cui l’azienda si è impegnata a chiarire tempi e modi per le dismissioni della vecchia acciaieria e per l’acquisto del forno elettrico. Le voci che filtrano dall’azienda fanno intendere che nulla cambia nei progetti (agroalimentare e logistica portuale compresi), del resto confermati dallo stesso Rebrab pochi giorni fa in un incontro col presidente della Regione, Enrico Rossi.

Ma, al di là delle rassicurazioni, è evidente che il momento è delicatissimo. Il brusco calo del prezzo del rottame (sceso in pochi mesi da 260 a 150 euro a tonnellata) ad esempio rispetto a pochi mesi fa rende il progetto di demolizione dell’acciaieria molto più costoso. Inoltre la sovracapacità produttiva cinese sta facendo sì che arrivino in Europa da quel Paese decine di milioni di tonnellate a prezzi stracciati in un mercato già saturo.

In questo quadro, dove comunque Aferpi risulta al lavoro con profitto per riconquistare i propri mercati, si segnalano seri problemi di approvvigionamento dei laminatoi. Si attende dunque che sia lo stesso Rebrab – ancora alle prese con problemi di natura politica in Algeria – a chiarire la prossima settimana la direzione che intende prendere per dare corpo ai suoi progetti per Piombino.

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