Meteo
ORA UN PIANO PER DIFENDERE IL TERRITORIO
di CRISTIANO LOZITO La Val di Cornia inizia la conta i danni e tristemente scopre che – specie per Piombino – quella proverbiale specie di immunità dalle situazioni meteo climatiche più estreme è...
di CRISTIANO LOZITO
La Val di Cornia inizia la conta i danni e tristemente scopre che – specie per Piombino – quella proverbiale specie di immunità dalle situazioni meteo climatiche più estreme è ormai un ricordo. Qualcuno porta indietro di 40 anni gli episodi più gravi, legati in particolare all’esondazione del Cornia, in realtà anche in tempi più recenti si sono verificate vicende gravi, in condizioni di pioggia non paragonabili a quelle eccezionali di mercoledì scorso, come ad esempio nel 2008 con le frane a Piombino.
Ma certo quel che è successo in questi giorni ci dice che non è più possibile immaginare il nostro territorio come esente dai rischi. Le “bombe d’acqua” arrivano senza preavviso, e sfuggono anche alle previsioni meteo più attente. Insomma, è ovvio immaginare che quel che abbiamo visto in questi giorni potrà succedere nuovamente. Ecco perché le pur lodevoli iniziative di alcuni dei nostri Comuni per la messa in sicurezza delle zone più a rischio non bastano più.
Proprio in questo periodo si sente parlare di piani strutturali e di nuovi regolamenti urbanistici, ma l’emergenza di questi giorni ci fa avvertire più che mai l’esigenza che i Comuni – tutti insieme – inizino a studiare concretamente un piano coordinato di difesa del suolo. L’ambiente è la nostra ricchezza, è una delle gambe del nostro sviluppo: per la prevenzione, pur nella consapevolezza degli smagriti bilanci degli enti locali, occorre mettere energie e soldi, spostando se necessario parte delle risorse sulla cura del territorio. Coordinandosi, appunto, per mettere in campo tutto quel che si può: nelle politiche urbanistiche evitando scelte votate all’ulteriore consumo e cattivo uso del territorio, nell’amministrazione quotidiana per monitorare continuamente e intervenire dove c’è l’esigenza.
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