Il presidio
Città sott’acqua e isolata
Strade chiuse, disagi e danni enormi, devastato il golfo di Baratti
PIOMBINO. Un disastro. Piombino che per alcune ore è diventata un’isola, sott’acqua e con l’unica strada di accesso bloccata. E Baratti, il nostro tesoro, il nostro bel golfo ricco di storia, devastato in ogni angolo.
Ore di pioggia torrenziale e campi diventati laghi, strade come fiumi, asfalto spaccato, cantine, case e garage allagati, auto e cassonetti galleggianti, centralini del telefono fulminati, binari sprofondati, alberi caduti, ripe crollate. Ogni fosso della zona straripato. Il Cornia che ha tenuto in apprensione per tutta la notte e, nel momento in cui andavamo in stampa, era ai livelli di guardia. Persone soccorse nelle loro abitazioni. E danni, danni ingenti ancora da quantificare.
E’ la foto di ieri. Mai si era vista a Piombino una cosa del genere, almeno non negli ultimi anni. In mezza giornata sono caduti 148,4 millimetri di acqua. Quasi la metà di quanto ha piovuto complessivamente dall’inizio dell’anno (397,8 mm).
In città e in tutto il comprensorio ha piovuto insistentemente, sin dalle prime ore dell’alba. E ha piovuto molto, moltissimo, anche a Sassetta, dove il pluviometro è arrivato a indicare oltre 200 millimetri. Da lassù è sceso di tutto.
Ma stavolta neanche il promontorio di Piombino è stato risparmiato. Il rio Salivoli si è gonfiato al Vallone ed è sfociato in mare con una forza inconsueta. Sott’acqua anche i Diaccioni, dove sono caduti alcuni pini, sott’acqua anche Campo alle Fave, sott’acqua quasi tutta la città.
E poi l’isolamento. Per ore, con auto in coda tra fiumi di fango. Prima è stata chiusa la Principessa, sommersa dall’acqua fino alla rotatoria di Baratti. Poi, intorno all’ora di pranzo, un fiume di melma ha attraversato sia Fiorentina che la rotonda delle Terre rosse. Vigili e polizia non hanno avuto scelta e da quel momento è stato impossibile sia entrare che uscire dalla città. Si sono formate code in entrambi i sensi, mentre quel fiume limaccioso scorreva di traverso alle Terre rosse e lungo la strada a Fiorentina. Niente auto, niente pullman (c’erano molti lavoratori e studenti che dovevano tornare a casa) e nemmeno treni: anche le Ferrovie hanno bloccato la circolazione dei convogli, compresi quelli sulla linea Piombino-Campiglia dove addirittura si è verificato lo smottamento di 50 metri di ferrovia. Ci vorranno giorni per ripristinare la tratta.
Insomma, un tappo totale. Dopo qualche ora la situazione è leggermente migliorata. E così, prima in un senso e poi in un altro, alla fine sono state riaperte tutte le strade. Ma la circolazione è ripresa con grandi difficoltà: in molti punti l’asfalto ha ceduto e a Fiorentina in particolare si sono formate delle voragini.
Danni e disagi anche lì vicino, agli ormeggi delle Terre Rosse. E in molte abitazioni di campagna.
Alla Torraccia una famiglia composta da cinque persone è rimasta isolata, con una ventina di centimetri di acqua in casa e mezzo metro fuori. Ci hanno chiamato anche ieri sera, in redazione, lamentandosi per la mancanza di soccorsi. Soccorsi che invece ci sono stati altrove. Ad esempio a Populonia, dove personale della Soprintendenza era rimasto isolato nel sito archeologico. La sala operativa della direzione regionale dei vigili del fuoco ha inviato alcune unità di sommozzatori. Nessun ferito, per fortuna. Né in quel caso né in altri.
Ma proprio lì, tra Populonia e Baratti, c’è stato un vero inferno di acqua e fango. Sembrava un torrente in piena quello sceso giù dal Castello e sfociato in mare accanto al ristorante La Pergola. Il pratone pareva una palude. Lungo tutto il golfo si sono verificate frane nella ripa. Una in particolare proprio sotto il ristorante La Perla, che ha distrutto le scalette. Alcuni pini hanno ceduto. Strade spaccate o scomparse in tutta l’area. Auto semisommerse. La fonte di San Cerbone diventata una specie di cascata. Acqua e melma e detriti dappertutto. Baratti ha forse pagato il prezzo più alto.
Danni, danni e ancora danni. E disagi, e paura. Saltata la corrente elettrica in molte zone, si sono spenti anche parecchi semafori. I centralini sono stati presi d’assalto e a un certo punto sono andati letteralmente in tilt: un fulmine ha fatto saltare quelli del Comune, della polizia e dei carabinieri. Si è andati avanti con i cellulari della protezione civile, con quelli personali e con i social. Informazioni in tempo reale sono state fornite in questo senso dallo stesso sindaco Massimo Giuliani e dall’assessore Claudio Capuano.
Sindaco che poi ha deciso con un’ordinanza di chiudere le scuole per la giornata di oggi, a scopo preventivo. Tutte le scuole, dagli asili nido alle superiori. In una nota, il sindaco informava che sin da martedì sera «tutte le forze dell’ordine hanno prestato la loro collaborazione, compresa la capitaneria di porto. Il Centro operativo è attivo e in coordinamento con quello provinciale mentre, oltre alla piena disponibilità delle autorità provinciali confermata dal presidente Franchi, il prefetto sta monitorando la situazione ed è pronto a intervenire anche direttamente in caso di ulteriore peggioramento. Desidero ringraziare fin d’ora l’assessore Capuano, la polizia municipale, la protezione civile, gli uffici comunali e tutte le forze dell’ordine che stanno operando per rispondere alle segnalazioni e predisporre gli opportuni interventi».
Ma oggi c’è da fare la conta dei danni. E bisogna partire subito con i primi interventi.
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