Il presidio
Sterminate le cernie nel paradiso dei sub
CAPRAIA. Sterminate 11 cernie a Cerniopoli nel mare del Parco, nel paradiso dei sub nell'isola di Capraia. Fabio Mazzei assessore del Comune e istruttore subacqueo, ha informato il Parco con profonda...
CAPRAIA. Sterminate 11 cernie a Cerniopoli nel mare del Parco, nel paradiso dei sub nell'isola di Capraia. Fabio Mazzei assessore del Comune e istruttore subacqueo, ha informato il Parco con profonda amarezza del massacro delle cernie nel sito denominato “Cerniopoli” che lui battezzò 13 anni fa.
Il sito diventato famoso tra i subacquei avrebbe finalmente trovato l’ufficialità con la nuova zonazione a mare di Capraia in corso di istituzione grazie alla collaborazione del Parco e del Comune di Capraia che hanno portato avanti una lunga consultazione e concertazione tra la comunità capraiese. La nuova zonazione prevede che l’area di Cerniopoli sia una zona B, lungo la costa, dove sarà vietata la pesca. Attualmente l’iter di approvazione è nelle mani della Regione per la richiesta di Vas. Grazie al presidente del Parco Sammuri è iniziato il faticoso percorso di tutela. Ma purtroppo due mesi fa, saputo della conseguente chiusura di Cerniopoli, si sono impegnati a distruggerla. «Scrivo con grande dolore della morte di Tina e Gaspare, attori e attrazioni principali del sito ed ovviamente delle altre censite ma ancora senza nome, per un totale di undici cernie brune pescate – spiega l’assessore di Capraia Mazzei – È rimasto per ora Ugo e altre tre cernie ovviamente con caratteri completamente diversi». «Abbiamo fatto di tutto per accelerare i tempi della nuova zonazione ma non siamo arrivati in tempo, - dice Sammuri-, questo è un danno enorme alla biodiversità e all'immagine dell'isola che stiamo cercando di valorizzare con il turismo sostenibile. La variante al piano del Parco è rallentata da una richiesta di Vas della Regione che ho provato ad evitare senza successo. A mio parere la richiesta di Vas per una variante al piano del Parco che migliora la tutela di un 'area è assolutamente senza senso». Immediata la reazione di Legambiente: «Un crimine contro l'ambiente, la biodiversità e l'economia di un'isola. Istituire subito l'area marina protetta».
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