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Procchio, ecco il nuovo centro servizi
Il Comune adotta la nuova scheda urbanistica: previsti venti appartamenti rispetto ai 45 che volevano i costruttori
PROCCHIO. Ora è ufficiale, il futuro dell’ex centro servizi di Procchio è stato messo nero su bianco. Nella vallata, dopo che sarà completata la messa in sicurezza del fosso di Vallegrande finanziata dalla Regione, sorgeranno appartamenti (meno della metà rispetto a quanto avrebbe voluto realizzare il costruttore), negozi e attrezzature e servizi di uso pubblico. È quanto si evince consultando la scheda urbanistica B4 relativa al centro servizi di Procchio e rivisitata in seguito alle nuove linee guida della Regione, recepite dal Comune.
La scheda è stata scorporata dal regolamento urbanistico approvato a fine settembre dal Comune di Marciana e adottata dai consiglieri marcianesi. La scheda sarà pubblicata nei prossimi giorni nel Burt della Regione: a quel punto scatteranno 60 giorni per presentare le osservazioni in vista dell’approvazione. Il nuovo piano attuativo dell’impresa Giusti di Pistoia, la stessa che tirò su l’ecomostro e che ancora oggi detiene i permessi a costruire, dovrà necessariamente tenere conto dei paletti della nuova pianificazione urbanistica. «Non ci sarà un nuovo ecomostro a Procchio? Diciamo che abbiamo trovato un compromesso più che accettabile tra quello che era l’ecomostro e la necessità di risanare un’area utile ai cittadini. La riduzione dei volumi era una priorità che in questi anni ho sempre portato avanti».
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Oltre l’ecomostro. La superficie che ormai da mesi accoglie le macerie dell’ecomostro si estende per oltre 8.550 metri quadrati. Solo dopo l’intervento di messa in sicurezza della Regione e la rimozione delle macerie si potrà assistere alla realizzazione dei nuovi progetti per la frazione di Procchio. Intanto il Comune ha fissato dei paletti chiari: saranno venti gli appartamenti del nuovo centro servizi, per una superficie utile lorda di 1250 metri quadrati (circa la metà rispetto al progetto originario). In una recente intervista il costruttore Giusti aveva detto di voler realizzare circa 45 nuove case. I blocchi di appartamenti non disporranno di piani seminterrati come nella struttura originaria (l’amministrazione conta di riempirli con il materiale derivante dalla demolizione dell’ecomostro) e avranno un’altezza massima di otto metri pari a due piani fuori terra. La superficie occupata è ridotta rispetto al piano originario ed è pari alla superficie prevista per il terziario (625 metri quadrati al massimo) e per le attrezzature e servizi di uso pubblico (parcheggi, aree a verde e piccolo parco giochi per 625 metri quadrati).
Le prescrizioni. L’intervento dovrà garantire elevati standard di qualità: il costruito dovrà organizzarsi intorno a uno spazio pubblico centrale (piazza). Il costruttore dovrà tenere conto dei principi della bioarchitettura e dell’utilizzo di energie rinnovabili, che copriranno circa il 50% del consumo stimato per l’area.
Le attrezzature e gli spazi pubblici dovranno essere realizzati a carico di chi proporrà l’intervento. La convenzione con il Comune prevede inoltre la cessione all’amministrazione delle aree comprese nel piano attuativo originario, ma escluse dal piano attuale: stiamo parlando di via degli Olivi e del parcheggio pubblico adiacente. Inoltre il 10% della superficie utile lorda prevista per gli appartamenti (125 metri quadrati) dovrà essere realizzata per costruire almeno due unità abitative riservate ad edilizia convenzionata da destinare prioritariamente a prima casa.
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