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Casa affacciata sul mare sequestrata dalla Forestale
L’intervento degli agenti su ordine della Procura per un fabbricato irregolare Quattro elbani indagati: è solo l’ultimo dei tanti casi nel comune ex minerario
CAPOLIVERI. Ci risiamo. Un altro manufatto realizzato in maniera irregolare è stato sequestrato sul territorio di Capoliveri.
Il comando stazione Forestale Parco di Portoferraio ha proceduto al sequestro penale preventivo di un fabbricato nel comune di Capoliveri, a seguito dell’ordinanza del giudice delle indagini preliminari della Procura di Livorno.
Si tratta di un fabbricato realizzato di recente in località (una casa a piano terreno con un piccolo porticato affacciato sul mare) servito da una strada carrabile che nello scorso febbraio 2015 era già stata sequestrata in via preventiva dall'autorità giudiziaria, in quanto realizzata in un bosco di pino domestico.
A seguito di quelle indagini sono stati rinviati a giudizio quattro indagati in concorso per i reati di abuso edilizio, violazione al vincolo paesaggistico, falso ideologico in atti pubblici ed abuso d’ufficio. Ma, evidentemente, le indagini e i rinvii a giudizio non sono bastati.
I lavori richiesti per la realizzazione del fabbricato riguardavano la traslazione di volumi esistenti, ma l’intervento non è risultato conforme agli strumenti urbanistici vigenti nel Comune di Capoliveri. Per la realizzazione del fabbricato sono stati segnalate alla Procura di Livorno tre persone, tutte residenti all’Isola d’Elba, che risultano indagate in concorso per i reati di abuso edilizio, violazione paesaggistica e falso ideologico in atti pubblici.
La Procura ha poi ritenuto di indagare un'altra persona, contestando anche i reati di truffa ed abuso d’ufficio.
Il sequestro compiuto dalla Forestale è solo l'ultimo di una serie che, mese dopo mese, si fa più lunga e coinvolge l'ufficio tecnico del Comune di Capoliveri.
Nei mesi scorsi la Forestale ha sequestrato in due occasioni persino un falso rudere, utilizzato come "testa di ponte" per ottenere i permessi per dei lavori di ristrutturazione su dei volumi esistenti. In questo contesto si ricordano inoltre i sequestri delle villette a Colle Reciso e il maxi sbancamento sulla spiaggia di Zuccale.
Legambiente. L'associazione ambientalista, che si era già complimentata con il comando stazione del Corpo Forestale dello Stato di Portoferraio per il sequestro penale della strada carrabile, aveva segnalato altri interventi in corso nella zona ed invitato l’amministrazione comunale di Capoliveri «a verificare se quanto realizzato in precedenza ed in corso di realizzazione nell’area attraversata e raggiunta dalla strada sequestrata dal Cfs, è conforme agli strumenti urbanistici, ai vincoli paesaggistici ricadenti sull’area ed agli eventuali permessi rilasciati dallo stesso Comune».
L’associazione ambientalista si complimenta nuovamente con il Cfs e sottolinea: «Quello che viene da chiedersi ancora una volta, dopo il sequestro di falsi ruderi e gli abusi capoliveresi finiti nel mirino della magistratura, è come mai nessuno degli enti preposti, al di fuori del Cfs, si fosse accorto di una strada a due corsie aperta in un'area molto visibile e di un abuso edilizio di queste dimensioni in un’area a vincolo paesaggistico e difforme dagli strumenti urbanistici di Capoliveri».
Legambiente Arcipelago toscano chiede «massima severità contro i furbetti del cemento che si fanno beffe di leggi, norme e regolamenti e che vengano costretti a ripristinare l’ambiente ed il paesaggio che hanno ferito e a demolire gli abusi che hanno commesso». (lu.ce.)
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