Il presidio
53 milioni per la ripresa «Ora bisogna accelerare»
Presentato il piano di riconversione industriale con agevolazioni e incentivi Presidio polemico di Minoranza sindacale: «Servivano vincoli per la Cevital»
PIOMBINO. Non c’era certo un clima di festa ieri al Phalesia, dove è stato presentato il Progetto di riqualificazione e riconversione industriale a Piombino che propone 53,4 milioni di incentivi pubblici per ampliare le imprese o avviarne di nuove.
Troppo stringenti i problemi di una città sfibrata da una crisi infinita e dai ritardi nell’avvio dei piani Cevital che nelle attese dovranno riportare occupazione dentro e fuori dalla fabbrica con la ripresa dell’indotto.
Così ad attendere il presidente Enrico Rossi c’era il gruppo di “Minoranza sindacale”, critico sul fatto «che non è stata presa alcuna iniziativa nei confronti di Issad Rebrab che lo impegnasse alle sue responsabilità, e non sono stati messi vincoli temporali a tutela dei lavoratori, così che al primo luglio 2017 Cevital può mollare tutto e lasciarci in braghe di tela». Rossi ha liquidato la protesta «come legittima espressione di opinioni diverse, anche politiche. Io dico che in un anno e mezzo qui le cose già hanno preso un’altra direzione».
Con lo scetticismo che si è fatto sempre più in strada in un territorio dove gli ammortizzatori sociali (già scaduti o in scadenza per molti lavoratori dell’indotto) sono ormai elemento indispensabile per la tenuta economica e sociale, certo comunque il denaro pubblico messo in campo per la riconversione è un elemento oggettivo. Che potrebbe ridare fiato ad alcune aziende e lanciarne di nuove, ma che già soffre dei ritardi accumulati per la burocrazia, e altri rischia di averne per le questioni legate alla disponibilità piena delle aree di Colmata. Così la parola d’ordine diventa «accelerare».
La somma è importante, e ieri al Phalesia stracolmo di gente, erano molti gli imprenditori venuti a capire come si possano sfruttare queste opportunità. All’iniziativa hanno partecipato oltre al sindaco Massimo Giuliani e al presidente Enrico Rossi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti (in videoconferenza), il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, il presidente della Provincia Alessandro Franchi, Stefano Firpo direttore generale del Mise, Domenico Arcuri, ad di Invitalia (l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo dell’impresa), Simonetta Baldi della Regione.
A disposizione dunque 53,4 milioni di euro per sostenere chi investe in innovazione e ricerca, per i giovani che decideranno di aprire un’azienda o creare le infrastrutture a supporto, per sostenere l’accesso al credito o aiutare i lavoratori che dovranno ricollocarsi. Venti milioni vengono dal ministero per lo Sviluppo economico attraverso Invitalia, 33,4 milioni dalla Regione. Dal 12 gennaio fino al 12 febbraio le imprese e aziende interessate potranno presentare le domande sulla piattaforma dell’agenzia, la priorità verrà data a chi rioccuperà lavoratori espulsi dal sistema locale e senza lavoro.
Dei 33,4 milioni della Regione, come ha spiegato Simonetta Baldi, della Regione, otto sono già destinati all’infrastrutturazione dell’area di Colmata, dodici sono riservati alle aziende che firmeranno protocolli di insediamento, altri otto a un fondo su investimenti Pmi. Altri 3,2 milioni sono per finanziare ricerca e sviluppo e le aziende che innovano, un milione per le agevolazioni fiscali, in particolare l’Irap che sarà scontata di un punto e mezzo e dunque al 2,4 per cento fino al 2017. Per le politiche sull’occupazione ci sono 800mila euro, 200mila per le misure di inclusione sociale e altrettanti per la formazione continua dei lavoratori.
Le agevolazioni concesse da Invitalia prevedono un contributo in conto impianti, un eventuale contributo diretto alla spesa e in finanziamento agevolato, che può coprire fino al 50% degli investimenti ammissibili ed è rimborsabile in 10 anni. Complessivamente le agevolazioni possono coprire fino al 75% della spesa ammissibile.
«Qui c’è stata una svolta - ha detto il presidente Rossi nel suo intervento – che come in tutte le situazioni di cambiamento, può presentare delle difficoltà. Ma dobbiamo sempre tenere lo sguardo in profondità. Il cambiamento è avvenuto, sulla base di una grande reazione di cittadini e lavoratori che ha comportato un impegno importante da parte delle istituzioni locali e del Governo. Quelle reazioni hanno spinto le istituzioni a fare scelte coraggiose. Non è quindi il caso di deprimersi a questo punto, semmai dobbiamo continuare a lavorare sodo».
Anche il sindaco Giuliani, nel suo intervento, ha evidenziato l’importanza dei cambiamenti e del lavoro svolto. «Siamo in un momento cruciale per l’avvenire del territorio – ha sostenuto – e abbiamo necessità di lavoro. Le risposte devono tenere presenti le criticità del presente, e nel corso degli ultimi anni sono state fatte scelte oculate e lungimiranti che hanno portato alla sottoscrizione di importanti accordi di programma, a partire da quello per lo sviluppo del porto del 2013. Strumenti importanti che ci consentiranno di andare avanti nel cambiamento, con celerità, per il bene del territorio».
L’importanza del contributo sulle bonifiche (50 milioni) portato dal ministero dell’Ambiente è stato sottolineato dal sottosegretario Silvia Velo, che ha spiegato come il Governo stia cercando di «esportare il modello Piombino in altre situazioni. Ma all’Ambiente c’è stato un salto di qualità in questi due anni, perché si è inteso che le bonifiche non si fanno senza industrie ancora attive, e che comunque questi interventi devono andare d’accordo con lo sviluppo».
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