Il Tirreno

Ecco gli incentivi, ora serve una scossa

Il porto e l'area industriale  (foto Paolo Barlettani)
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Il porto e l'area industriale (foto Paolo Barlettani)

Piombino: Rossi e De Vincenti presentano il pacchetto da 53 milioni per il rilancio. All’hotel Phalesia incontro con le rsu

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PIOMBINO. Oggi, lunedì 26 ottobre, alle 15,30 al Phalesia ci saranno il presidente Enrico Rossi, l’assessore regionale alle attività produttive, Stefano Ciuoffo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, col sindaco di Piombino Massimo Giuliani e l’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri, a presentare il pacchetto da oltre 53 milioni di euro di incentivi per il rilancio dell’area di crisi industriale.

Si tratta del Prri (Progetto di riconversione e riqualificazione industriale) elaborato da Invitalia, con l’obiettivo di organizzare gli interventi agevolativi, l’attività integrata e coordinata delle amministrazioni centrali, della Regione, degli Enti locali e dei soggetti pubblici e privati, oltre che le modalità di esecuzione degli interventi e la verifica dello stato di attuazione e del rispetto delle condizioni fissate.

La cifra a disposizione arriverà con contributi a fondo perduto o con tassi particolarmente agevolati per imprese vecchie o nuove che presentino progetti di innovazione, e che assumano lavoratori che hanno perso l’impiego. I bandi (al via le domande dal 12 gennaio 2016) sono previsti per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione, con finanziamenti che aiuteranno a sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese, quelle dell’industria e artigianato oltre che del turismo e del commercio.

Le agevolazioni sono concesse da Invitalia e prevedono un contributo in conto impianti, un eventuale contributo diretto alla spesa e un finanziamento agevolato, che può coprire fino al 50% degli investimenti ammissibili, rimborsabile in 10 anni. Complessivamente le agevolazioni possono coprire fino al 75% della spesa ammissibile. Se questa è la vetrina del Prri, e se è vero che molte imprese si sono già mostrate interessate fin dai mesi scorsi a quest’opportunità, Rossi e De Vincenti certo oggi troveranno in città un clima di grande preoccupazione.

Ci sono i ritardi dei progetti più volte annunciati da Aferpi, che pure ha sostenuto che il prossimo incontro di fine novembre, al Mise, sarà quello in cui annuncerà il via alle dismissioni e all’acquisto di un forno elettrico. E più in generale c’è una situazione di difficoltà nello stabilimento, per la carenza di semiprodotti che rende difficile la funzionalità di Tmp e treno vergella, e di conseguenza impedisce l’ampliamento dei contratti di solidarietà. Inoltre c’è la questione del costo dell’energia, su cui il governo ha preso impegni, ma che non ha fatto registrare passi avanti, e che interessa non solo Aferpi ma in modo particolare Arcelor Mittal, e poi il tema del prolungamento della strada 398, indispensabile per dar corpo ai progetti del porto e un senso ai tanti soldi pubblici investiti sulle banchine.

Tutto ciò mentre i lavoratori dell’indotto sono allo stremo, con molte aziende chiuse, e ammortizzatori sociali finiti o vicini al loro termine. E per i quali il sindacato chiede proroghe e impegni, perché il lavoro nel comprensorio è bloccato da un anno e mezzo. Di questo parleranno oggi le rsu di Aferpi, ex Lucchini, Arcelor, Dalmine e imprese, in un confronto con Rossi e De Vincenti, che si terrà prima dell’incontro pubblico del Phalesia.

 

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