Il presidio
«Stop a nuovi capannoni, usiamo quelli vuoti»
VENTURINA. “Costruzione capannoni industriali” è la scritta che campeggia su nuovi cartelloni in via della Monaca, mentre nella zona industriale di campo alla Croce le erbacce circondano vecchi...
VENTURINA. “Costruzione capannoni industriali” è la scritta che campeggia su nuovi cartelloni in via della Monaca, mentre nella zona industriale di campo alla Croce le erbacce circondano vecchi capannoni sfitti che chissà quando verranno messi in attività. Che senso ha costruirne altri se ce ne sono tanti abbandonati in altre zone del paese? E’ la denuncia del Movimento 5 stelle, che descrive l’ “economia fantasma” di una delle zone che decenni fa ha visto esplodere l’edilizia, con la realizzazione in particolare di capannoni e magazzini che tuttora rimangono abbandonati. «Un’avanzata senza tregua che è arrivata fino ad oggi con la quasi completa saturazione del territorio. Andando a ritroso bisogna fare una premessa - scrivono i consiglieri Daniele Fioretti e Cristina Chesi - perché già nell’estate del 2010 comparve un analogo cartello in via della Monaca che rimase lì imperterrito dinanzi alla crisi che già a inizio del 2000 colpiva il settore. Bastava infatti fare un giro a campo alla Croce e alla stazione per rendersene conto. Siamo nel 2015 e se ce ne facciamo un altro di giro vediamo che i cartelli “vendesi” e “affittasi” sono sempre li sgualciti e scoloriti così come 5 anni fa. Ci chiediamo come questa amministrazione non si occupi almeno di assegnare terreni ad aziende che poi utilizzeranno i capannoni invece che a società che li costruiranno per venderli ad altre imprese, ma soprattutto che non censisca o almeno verifichi con chi fosse interessato a verificare la possibilità di usare quelli inutilizzati, anzi ha rincarato la dose assegnando nell’ultimo regolamento urbanistico 25 ettari per edificarne altri (Campo alla Croce-Coltie)». Perché non perseguire politiche di riuso anziché di espansione con il conseguente utilizzo inutile di suolo? «Tenendo conto - sottolineano - che la popolazione del nostro paese negli ultimi anni è stabile, chi si spera potrà comprare o prendere in affitto tutti questi bei capannoni, se non si riesce a piazzare nemmeno quelli vecchi?». Insomma, in nome del “mattone” si è costruito tanto, anche troppo, fanno intendere i 5 Stelle parlando di livelli di “cementificazione talvolta oscena” raggiunti nel paese. E nonostante questo, ribadiscono, si continua a costruire sperando in un’agognata ripresa, di fronte a una crisi che «è di tipo strutturale e non congiunturale». (a.m.)
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