Il Tirreno

la stretta sugli ENTI LOCALI

PORTOFERRAIO. Si riaccende la discussione sulla fusione dei comuni. Lo stato cerca di risparmiare sugli enti locali e, vista la paralisi degli enti a causa del patto di stabilità, l’unico modo di...

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PORTOFERRAIO. Si riaccende la discussione sulla fusione dei comuni. Lo stato cerca di risparmiare sugli enti locali e, vista la paralisi degli enti a causa del patto di stabilità, l’unico modo di accedere ai soldi è la fusione.

In Toscana uno studio dell’Irpet, risalente al 2013, parla di ridurre a 70 gli attuali 279 comuni. Intanto il Pd si mobilita per arrivare a 150 enti nella nostra regione. E la discussione si riaccende anche per l’Elba che già due anni fa, con il referendum, disse no al comune unico al posto degli attuali otto.

Secondo lo studio dell’Irpet - e solo di studio si tratta - si prevede di ridurre i Comuni elbani a due, Porto Azzurro e Portoferraio anche se non è chiara dove sarebbe la dislocazione di quest’ultimo. Ma gli amministratori non ci stanno. «Le cancellazioni degli enti effettuate fino ad ora hanno portato soltanto danno – ci dice il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari – se l’obiettivo era risparmiare, piuttosto hanno chiuso chi erogava servizi senza nessun risultato ulteriore. Io di risparmi non ne ho visti, solo mancanza di guadagni».

Ferrari non si dice contrario ad una eventuale riduzione degli enti, ma al fatto che questa venga calata dall’alto con «una zonizzazione fatta a tavolino, magari da chi non è mai venuto all’Elba».Una razionalizzazione calata dall’alto, infatti, secondo il primo cittadino portoferraiese, non porterebbe «soluzioni di alcun tipo».

«Certi provvedimenti – continua – devono essere fatti e discussi insieme. Le unioni tra enti sono fondamentali – termina – ma l’identità storica deve essere un valore da salvaguardare e proteggere».

Anche secondo il sindaco di Marciana Marina Andrea Ciumei lo studio dell’Irpet e le ipotesi di fusione avanzate dal Pd non tengono conto delle necessità del territorio. «Non condivido l’ipotesi dei due Comuni – afferma Ciumei – ma sono pronto a fare il comune del versante occidentale riunendo Marciana Marina con Marciana e Campo nell’Elba.Questo anche alla luce dei buoni rapporti che hanno i cittadini dei tre paesi».

L’amministrazione marinese sta lavorando in questa direzione, tant’è che ha già predisposto una nuova sede, più grande, del palazzo comunale, e pare che alcuni cittadini delle frazioni di Poggio e Procchio abbiano chiesto di aderire a Marciana Marina anziché Marciana che attualmente ne ha la competenza territoriale.

«Segnali che portano a credere che una fusione del versante occidentale sarebbe vantaggiosa – termina Ciumei – non mi pronuncio sugli altri territori ma posso dire che invece di accorpare i comuni si potrebbero unire le regioni, come ad esempio la Toscana insieme al Lazio o all’Emilia Romagna, per diminuire gli sprechi».

In pratica non sembra che l’ipotesi fusione dei comuni sull’Elba trovi grandi supporter negli amministratori locali. Attende decisioni dal governo centrale anche Ruggero Barbetti, sindaco di Capoliveri che ricorda che «la legge dice che per operare una fusione tra comuni serve un referendum. All’Elba questo è già stato fatto e i cittadini hanno detto no».

Barbetti si schierò a favore del Comune unico che poi non è passato al vaglio del referendum. «Se ci sarà una norma nazionale che detterà il raggruppamento delle amministrazioni vedremo cosa fare – spiega il sindaco capoliverese –ad oggi l’Elba ha detto no alla fusione degli otto comuni in uno solo».

In caso di norma cogente sulla riduzione delle amministrazioni, secondo Barbetti un’ipotesi potrebbe essere quella di dividere l’Elba in tre comuni. Uno nel versante occidentale, uno centrale (fusione tra Portoferraio e Capoliveri) e un comune nell’area elbana orientale. Ma per ora non resta che aspettare perché una decisione due anni fa è già stata persa e le amministrazioni sono ancora otto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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