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Da convinto antiparco a paladino dell’ambiente
PORTOFERRAIO. Da convinto antiparco, a fiero promotore di turismo sostenibile. Finendo, addirittura, per diventare oggi presidente del “Club Qualità Parco”. Ora s'impegna in prima persona per...
PORTOFERRAIO. Da convinto antiparco, a fiero promotore di turismo sostenibile. Finendo, addirittura, per diventare oggi presidente del “Club Qualità Parco”. Ora s'impegna in prima persona per promuovere ogni tipo di “buone pratiche”. Tutto questo è contenuto in un video intervista a Marco Katzemberger, albergatore del Trentino. Ospite, ieri pomeriggio, del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano l’albergatore (era stato invitato come testimonial del procedimento di certificazione della Carta europea del turismo sostenibile) ha incontrato, affiancato dal presidente del Parco Giampiero Sammuri, i sindaci dell’Elba e alcuni rappresentanti del settore turistico. Katzemberger ha portato la sua testimonianza diretta su come uno strumento, quale la Carta europea del turismo sostenibile, sia stata in grado di cambiare il modo di fare turismo, nell’area del parco dell’Adamello-Brenta. Il senso di appartenenza a un territorio è il valore aggiunto dato dal turismo sostenibile. Occorre imparare a far rete, per rendere forte un sistema locale.
Quale potrebbe essere il valore aggiunto che la Cets può portare all’arcipelago toscano? «Il Trentino – risponde - è un territorio caratterizzato dal grande turismo di massa invernale, comparabile con il vostro turismo estivo. Io tra l’altro all’epoca ero anche antiparco schierato dalla parte opposta. Il valore del territorio lo avrei potuto scrivere addirittura a bilancio nella mia azienda. Se perdevo questo valore sarebbe crollata l’azienda. Quando è partito il processo della Cets con il Parco dell’Adamello Brenta, sono partite le riflessioni. Ho capito – continua l’albergatore trentino - che la difesa del mio territorio, grazie all’area protetta, avrebbe portato vantaggi, indicandomi, come una bussola costante, come tenere il timone nella direzione dei nuovi flussi dettati dalla globalizzazione del sistema e come cercare la redditività che il turismo di massa stava mangiando tutti i giorni. Ritrovando la centralità del territorio facendo azioni sostenibili in azienda e azioni di comunicazione con i turisti ospiti, ci ha fatto riscoprire – conclude - il vero significato della vendita del turismo con un valore aggiunto, combinata con l’insegnamento all’ospite delle buone pratiche per il rispetto e il territorio».
Il Parco dell’arcipelago s’impegna al massimo per l’ottenimento della Cets: un sistema che è stato provato con successo in tante parti d’Europa e d’Italia, dove si è capito che la concorrenza non sono le strutture vicine, ma quelle distanti.
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