Il Tirreno

Al referendum per dire no

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Spirito libero favorevole alla consultazione sulla sanità

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PIOMBINO. Spirito Libero, bene il refendum sulla riforma sanitaria regionale ma bisogna votare no.

«L'istituto del referendum è infatti una fondamentale questione di democrazia e di libertà, quindi tutte le forze politiche hanno il dovere di garantire e tutelare pienamente l'esercizio di tale diritto. Siamo intervenuti con queste proposte da oltre due anni, cioè molto prima che divenissero oggetto del dibattito attuale. Siamo altrettanto convinti che la riforma della sanità toscana non sia affatto da cancellare», prosegue il corrdinamento perché cancellarla «ci condanna a rimanere con le 12 Aziende presenti oggi, quindi con una organizzazione in gran parte responsabile delle attuali disfunzioni; se infatti ci sono problemi sul punto nascita, sull'Ortopedia, sull'Urologia e su altre specialistiche e servizi non si può certo imputare alla legge 28 né alla 1235».

Spirito libero ritiene che i problemi ci sono e ci saranno perché si è concentrato troppo sui centri più grandi e si è impoverito la periferia. E perché finora si è scelto e alimentato un sistema competitivo in cui «le aziende ospedaliere e gli ospedali provinciali hanno svolto funzioni che competono agli ospedali zonali e oltretutto lo hanno fatto male, come testimoniano i deficit di Livorno (30 milioni di euro) e di Pisa (26 milioni di euro)».

La lista sottolinea la necessità che i più piccoli si uniscano e facciano "squadra" per raggiungere dimensioni ottimali. «Ecco perché - prosegue - sosteniamo a gran voce e da tempo la fusione con Cecina e la collaborazione con l'Elba: 1 solo ospedale con 2 Presidi (sedi distaccate), con un'unica direzione ed un'unica società della salute significa infatti meno costi delle strutture tecniche amministrative è maggiori risorse per i servizi ospedalieri e territoriali stessi».

Un’altra necessità individuata riguarda il cambiamento deil modello della moltiplicazione dei centri di potere in favore di quello con pochi vertici ed ampie basi. «Il fallimento del vecchio modello è sotto gli occhi di tutti: una netta riduzione dei servizi in ogni parte della Toscana; uno spreco enorme di risorse pubbliche disperse in mille rivoli, uno scadimento generale del livello di assistenza sanitaria ai cittadini».

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di Redazione web