Il Tirreno

I sapori delle isole in vetrina all’Expo

I sapori delle isole in vetrina all’Expo

Grande successo della spedizione del Parco nazionale al padiglione “Biodiversity” allestito dal Ministero

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PORTOFERRAIO. La produzione enogastronomica dell’Arcipelago toscano sugli scudi a Expo 2015. E grande interesse suscitato attorno al padiglione Biodiversity. Un’ottima opportunità di visibilità per le Elba e per le isole minori dell’Arcipelago. Era stato il Parco a allestire un autobus con una trentina di passeggeri provenienti dall’arcipelago tra consiglieri dell’ente, dipendenti, sindaci, associazioni di categoria e associazioni del territorio. La delegazione era accompagnata dal presidente Sammuri e dal direttore Zanichelli. E’ stata un’occasione per vedere, oltre alla esposizione internazionale, il padiglione stesso Biodiversity organizzato dal Ministero dell’Ambiente e da Federparchi, riservato ai Parchi nazionali, in coincidenza con le settimane di presenza del Parco.

I numerosi visitatori hanno avuto l’opportunità di assistere a una presentazione e degustazione enogastronomica dei prodotti dell’arcipelago curata dai produttori locali del Consorzio ElbaTaste, (www.elbataste.com) in collaborazione con il Parco che si è tenuta nel padiglione Loveit food, situato vicino all’albero della vita. Elba Taste, attraverso la testimonianza di Antonio Arrighi e Gabriele Messina, ha ribadito che la storia del territorio insulare fatta di dominazioni, di miniere, di rivalità fra paesi vicini ma distanti per le difficoltà delle comunicazioni e per le differenti influenze culturali sia fondamentale per comprendere a pieno i prodotti. Arrighi e Messina hanno poi “narrato” a Expo le eccellenze enogastronomiche delle isole toscane. Arrighi ha parlato anche della storia della viticoltura elbana: pochi sanno che all’Elba la produzione vinicola nasce duemila anni fa.

Gabriele Messina ha raccontato la sua riscoperta dei dolci tipici della tradizione elbana, quelli che non si fanno più, che sono nei ricordi dei nonni e che lui a ricostruito andando a intervistare le persone anziane dei vari paesi alla scoperta dei loro ricordi, dei gusti dell’epoca. Oltre alla schiaccia briaca riese, quella con l’aleatico e l’alchermes, la schiaccia del minatore con mandorle, fichi secchi e miele, il panficato e l’imbollita di fichi. «Siamo contenti di essere ad Expo – ha detto Sammuri – Il Parco si sta impegnando fortemente per valorizzare i prodotti straordinari della nostra agricoltura e delle nostre produzioni . Siamo convinti che l’unione tra la conservazione della biodiversità e dell’ambiente e quella dei prodotti di qualità sia un brand vincente per il territorio e quindi anche per l’Arcipelagotoscano».

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