Il presidio
Torna il punteruolo rosso sono molte le palme a rischio
Si pensava che il “killer” di queste piante fosse del tutto debellato sull’isola, ma con il primo freddo è tornato a colpire. E qualcuna dovrà essere abbattuta
PORTOFERRAIO. Passa al contrattacco il punteruolo rosso, il killer delle palme. La sua è stata solo una tregua e non l’eliminazione completa e definitiva di questo terribile insetto. Numerose le segnalazioni di palme infette. Tutte nel comune di Portoferraio. Ne troviamo all’Alberone e in Valle di Lazzaro. Ma anche in Val di Denari, nel cortile interno di un condominio. E poi ancora a San Giovanni, dove il problema preoccupa maggiormente; infine alle Grotte e Schioparello. A un passo dai Magazzini e da Villa Ottone, dove ci sono un gran numero di palme secolari e si trova il Giardino botanico di Rosselba, citato in tutte le guide dell’Isola. «Il fenomeno è esploso nella stessa maniera dello scorso anno - dice Alessandra Puccini, agronoma che ha studiato il propagarsi del punteruolo rosso sul territorio elbano – Generalmente d’estate con le alte temperature si forma il fogliame e quindi non si può vedere se la pianta ha subito o no attacchi di parassiti. Si può riscontrare unitamente quando la temperatura si abbassa sensibilmente. Solo allora si può controllare se c’è stata qualsivoglia attività. E’ comunque nel periodo autunnale che l’insetto si accoppia e si formano le larve. Sono queste che, con la loro estrema voracità, portano alla morte la palma». Quindi non si era debellato il flagello dei palmizi. «Il fuoco covava sotto le ceneri .- aggiunge ancora Zarah Verweyen, portavoce del gruppo di volontari di Bagnaia che stanno conducendo la battaglia per contenere l’espansione sull’Elba del terribile coleottero del sud est asiatico – E quando si creano le condizioni ideali gli effetti dei attacchi del punteruolo appaiono ben evidenti». Come si riconosce una pianta infettata? Dalla forma che prende il fogliame. Se diventa a mo’ di ombrello, allora non c’è scampo; significa che le larve hanno fatto il loro corso e stanno divorando il fusto. «Bisogna intervenire presto – aggiunge Alessandra Puccini – Più tempo diamo a questo famigerato insetto (rhynchophorus ferrugineus) e peggio è». Intervenire con specifiche azioni. E stando a quanto ci viene detto non è neppure sufficiente un unico trattamento, per vedere riprendersi la palma infettata e salvarla. «Si possono fare due tipi d’intervento – dice sempre Verweyen – La prima è di carattere biologico con l’immissione sulla corolla di animaletti che possono contrastare le larve del punteruolo; la seconda decisamente di carattere chimico. Producono il loro effetto quando siamo all’inizio dell’infezione. Se facciamo passare del tempo, qualsiasi altro trattamento è destinato al fallimento». La situazione comunque viene costantemente monitorata, anche se per taluni esemplari come quello di Val di Denari saranno destinati all’abbattimento. «Vedremo cosa si può fare ancora – conclude Alessandra Puccini – Altrimenti c’è rischio che di palme a Portoferraio nei prossimi anni ce ne saranno pochissime». (l.c.)
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