Il Tirreno

«Siamo legittimati a costruire e non ci saranno espropri»

di Luigi Cignoni
«Siamo legittimati a costruire e non ci saranno espropri»

La società esce allo scoperto e, oltre a dare mandato ai propri legali per rispondere alle accuse, chiarisce i punti caldi: «Il ponte è in grado di sostenere i pesi. E le fogne non le faranno i cittadini»

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PORTOFERRAIO. Esce allo scoperto la società Val di Denari srl. Lo fa, per chiarire la propria posizione in merito alla realizzazione di un complesso abitativo in località Sghinghetta, dopo numerosi articoli di protesta di alcuni residenti nella zona, per un tale insediamento. Oltre ad affidarsi ai legali, ribadisce il proprio status. La società Val di Denari è soggetto operatore, al pari delle cooperative, in tutto e per tutto abilitato ad attuare il nuovo piano di edilizia economico-popolare di Portoferraio.

«Piano che riveste una sua importante funzione sociale – ribadisce la stessa impresa - per permettere con regole certe di poter avere la prima casa a beneficio di quelle famiglie che attendono anche da 15 anni la possibilità di disporre di una propria abitazione».

Il comitato dei residenti di Val di Denari avevano sollevato dubbi in merito alle opere di urbanizzazione (allacciamenti alle rete idrica e al sistema di smaltimento delle acque domestiche); come pure avevano sostenuto che il ponte non avrebbe sostenuto il passaggio di grossi camion carichi di materiale edile che serviva all’impresa e al cantiere.

«Non esiste norma - dice Carla Ferrini, portavoce della società - che impone la preventiva realizzazione delle opere d'urbanizzazione relative alle nuove costruzioni. Quelle vanno sì realizzate, ma per rendere agibili le nuove case ovvero non sono opere per il cantiere. Così come è destituita di ogni fondamento la tesi che vorrebbe a carico della collettività la realizzazione delle opere eventuali di adeguamento fognatura, adduzione idrica e via discorrendo di fantomatici espropri».

La questione del ponte sul fosso.

«E' vero – puntualizza la società - che l'impresa ha chiamato un ingegnere a esprimersi sulla questione del ponte, ma a seguito delle perplessità dello stesso sindaco (che è tecnico egli stesso) dopo che il suo ufficio si era espresso con una restrizione della portata giudicata, da tutti, abnorme. L'ingegner Chiamato, l'unico che ha firmato sotto la propria responsabilità una perizia, è stato quindi il terzo tra il privato e il Comune. Merita segnalare che questi è fiduciario dell'amministrazione stessa poiché da circa 20 anni esegue sopralluoghi per tutte le strutture pubbliche di Portoferraio. Quindi – continua - tutti coloro che si sono stracciati le vesti, anche in pubblici consessi, parlando di aumento di portata del 2600% dovrebbero, interrogarsi come la portata sia stata, al contrario, diminuita del 2600%. E in base a quale studio, perizia o altro? Non è successo nulla di quanto paventato, a dimostrazione della serietà della perizia dell'ingegner Schezzini».

«Nessuno si è scusato circa le lesive affermazioni al riguardo. Per i modesti danni che, peraltro, gli operatori si son sempre dichiarati pronti a sistemare, sempre che siano imputabili all’impresa, si potrà fare un esemplare e univoco riscontro tra lo stato attuale dovuto al passaggio camion dell'ultimo periodo e il materiale fotografico esistente del passato. Anche a dimostrazione che su tale strada son passati i camion a servizio di tutti e del peso che necessitava. Il limite delle 15 t, infatti, era oltrepassato anche dai mezzi per i quali alcuni hanno sostenuto essere di peso inferiore».

Inoltre, sulla liceità dell'emissione delle ordinanze da parte del sindaco, definite come abusi di potere, spetterà agli organi superiori giudicare.

«Si è resa necessaria questa nostra puntualizzazione, dopo aver sperato che mesi di attacchi insensati, distorti, egoistici e non rispondenti al vero, trovassero un termine. Così non è avvenuto. Pertanto, avendo necessità di trovare giustizia avverso i troppi attori di tale vicenda pubblici e no, abbiamo dato mandato ad i nostri legali – conclude la società - di agire nelle opportune sedi giudiziarie a tutela del buon nome della società e dell'operato dei suoi amministratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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