Il presidio
Oreste Anselmi, l’ultimo pastore
51 anni fa moriva a 78 anni: i marcianesi lo ricordano per la sua umanità
MARCIANA. “Oreste Anselmi classe 1886, nato a Marciana, negli anni Cinquanta si alzava sempre alle cinque del mattino salendo alla Madonna del Monte, poi al Giove, e radunava i suoi armenti sospingendoli giù per la scoscesa ripa di Serraventosa fino al suo caprile”. Una frase tratta da un testo di Giorgio Monaco, fornita dal nipote di Oreste, Vincenzo Anselmi, noto albergatore patresaio, aderente agli “Amici di Patresi e Colle d'Orano”. Una memoria storica dell'ultimo allevatore di capre della zona nord occidentale dell'isola d'Elba che morì a 78 anni nel 1964, nel suo caprile per un attacco cardiaco. Un cippo granitico con la sua foto lo ricorda nei pressi del suo caprile preistorico, dove viveva tutto il giorno anche cagliando latte per fare formaggio. Se ne stava ben lontano dalla cosiddetta vita civile, ma poi ebbe un brusco contatto col pretore, nel dopoguerra, perché la Forestale aveva sorpreso i suoi animali pascolare in area proibita destinata al rimboschimento. Il pretore lo sanzionò pesantemente. Ma accadde un piccolo miracolo, oggi difficilmente ripetibile. I rappresentanti del partito socialista, quello liberale, comunista e della democrazia cristiana, sottoscrissero una lettera per opporsi al fatto del 1946, dicendo che era necessario concedere a Oreste il diritto di pascolo: la sua produzione di latte era necessaria alla popolazione, in particolare per il nutrimento dei bambini. Chiesero anche una forte riduzione della multa e così fu. Oreste aveva una famiglia numerosa, non avrebbe mai potuto pagare la cifra originaria. Non solo, carte del 1937, del Laboratorio provinciale di igiene e profilassi di Livorno, attestarono che il latte di capra di Oreste era genuino e aveva una densità di 1,030, grasso in percentuale al 4,20, il residuo secco al 12,90% e il residuo magro all'8,70. «Dopo 51 anni- dice il nipote- la gente lo ricorda come un esempio di vita. Era buono e generoso e i campanacci delle sue capre con suoni melodici, davano vita a tutte le creste marcianesi». (s.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
