Il presidio
Sanità, il Pd difende la scelta di unire Piombino e Cecina
Fabiani, Anselmi e Cioncoloni: "Con tre Asl solo così il territorio avrà il suo peso. E servizi migliori"
PIOMBINO «Stiamo lavorando da oltre un anno a un progetto coraggioso e indispensabile per mantenere, e anche migliorare, il livello della sanità nel nostro territorio»: il segretario della Federazione del Pd, Valerio Fabiani, con il consigliere regionale Gianni Anselmi e la responsabile del settore, il medico Cinzia Cioncoloni, dà un taglio a tutte le polemiche scaturite dall’ipotesi, poi rientrata, di chiusura del punto nascita di Piombino.
E ripercorre i passaggi, e la filosofia di fondo, che hanno portato alla scelta di tenere insieme la Val di Cornia e la Val di Cecina per l’offerta sanitaria pubblica: una decisione presa dai sindaci nel marzo scorso e ora difesa con forza dal Pd.
«Non basta fare banchini di raccolta firme per dare una risposta ai cittadini - dice ancora Fabiani - ma se si vuol governare bisogna fare delle proposte credibili. L’idea dell’integrazione fra territori consente a questa zona di avere ancora un peso all’interno della riforma regionale della sanità e di non perdere servizi, anzi di averli migliori».
E sul punto nascita: «Sia chiaro, il modo migliore per difendere la presenza del reparto è avere un territorio dove i bambini nascono, dove c’è fiducia nel futuro, dove quindi si riducono le fughe verso altri ospedali».
Il progetto lo illustra Cinzia Cioncoloni: «Abbiamo iniziato a lavorarci quando ci siamo resi conto che, essendo molto periferici, rischiavamo di essere penalizzati dalla riforma di riduzione delle Asl. E devo dire che alla Regione le nostre idee sono piaciute molto, al punto che è considerato un progetto pilota». È chiaro che si dovrà risparmiare, ma il risparmio avverrà grazie alla rotazione di pool di medici nei reparti con casistica più numerosa, in particolare medicina e chirurgia e avendo un solo primario sui due ospedali. Un sistema che, tenendo conto delle particolarità, potrà coinvolgere anche l’Elba.
Gli obiettivi sono: «Individuare la dotazione posti letto/abitanti secondo gli standard abitanti/posti letto previsti dalle attuali normative, definire i volumi di attività che la rete dei due presidi deve erogare al suo bacino di utenza; garantire responsabilità professionali e organizzative nei due presidi; rendere possibile la mobilità di staff medici e personale nei territori per lo svolgimento di attività programmate che risultano fondamentali per abbattere le liste d'attesa. Inoltre nell'immediato occorre andare alla realizzazione nei tempi più stretti possibile della Casa della Salute in quanto il territorio resta il riferimento dove il cittadino deve poter trovare una risposta adeguata ai suoi bisogni sanitari e sociali».
E Gianni Anselmi ha chiarito che il consiglio regionale sarà chiamato, entro l’anno, a chiudere la riforma delle Asl, in modo da averne solo 3 da gennaio, escluse le aziende universitarie di Firenze, Pisa e Siena. «Deve essere chiaro che l’obiettivo della legge è razionalizzare risparmiando sui quadri dirigenziali per riversare sui servizi i fondi. E poi deve incidere sulla presa in carico, sulla ospedalizzazione o non ospedalizzazione, sul coinvolgimento del privato sociale. Saranno riformati anche gli ambiti socio sanitari, riducendone il numero, ma lasciandoli legati al territorio».
E in tutto questo l’Elba come sarà servita? «Al di là della rotazione di pool dei medici - dice Cinzia Cinocoloni - è chiaro che l’Elba dovrà avere tutti i servizi essenziali, a partire da un pronto soccorso potenziato rispetto ad adesso. Bisogna considerare che in certi giorni dell’anno l’isola rischia di non essere collegata».
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