Il presidio
Un cerchio di abbracci per Elia
Assemblea nelle sedi del liceo, lungo silenzio dei ragazzi per ricordare l’amico
CECINA. Silenzio. Assoluto silenzio. Di quello talmente denso da rimbombare nelle orecchie e calare come gelo fino in fondo al cuore.
Le non parole di quel cerchio di studenti che si sono seduti lungo il perimetro della palestra del liceo Fermi in via Ambrogi, sono il segno tangibile del dolore. Erano centinaia, arrivati alla spicciolata con le lacrime agli occhi. Senza dire niente si sono sistemati uno accanto all’altro. Al centro un enorme spazio vuoto, quello che la scomparsa di Elia ha lasciato in ognuno di loro.
Così, ieri mattina, gli studenti del liceo Fermi hanno sentito il bisogno di condividere la tragedia. Un dramma che da soli non riescono a sostenere. Due le assemblee che si sono tenute ieri mattina, una nella palestra della sede di via Ambrogi e l’altra in quella della succursale di via Napoli. Tutti i 1200 alunni dell’istituto superiore cecinese hanno infatti deciso di stringersi in un abbraccio nel nome dell’amico scomparso tragicamente.
«Ci siamo adoperati - spiega il preside Giuseppe De Puri - per condividere questo momento così pesante dal punto di vista emotivo».
Dopo interminabili minuti di silenzio, in cui sembrava che la mente ed il cuore di ogni ragazzo si fossero fermati all’unisono. Niente striscioni per Elia, almeno per ora, ma frasi e pensieri scritti in piccoli biglietti per quell’amico strappato alla vita troppo presto. Bi
Gli studenti hanno provato a riflettere sulla tragedia di Milano. A loro, al termine dell’assemblea, si sono uniti anche i professori, il preside e l’onorevole Rocchi (in aspettativa per motivi istituzionali).
Ha parlato De Puri, provando a condividere con quelle centinaia di studenti il peso che opprime l’intera scuola da mercoledì mattina. «Non vogliamo inibire la loro adolescenza - dice il preside - ma farli crescere con consapevolezza. Ho detto quanto sia fondamentale restare uniti».
Al termine dell’assemblea la scuola ha fatto quadrato, per resistere a un dolore troppo forte per essere superato in solitudine. Gli studenti, i professori e il preside, si sono presi per mano, formando un grande cerchio dentro la palestra. Un abbraccio collettivo pensando ad Elia, lo studente modello e campione di calcio che ognuno di loro tiene stretto nel cuore. Ma anche un modo per trovare il coraggio, tutti insieme, di andare avanti nonostante la tragedia che ha colpito l’istituto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
