Il Tirreno

Incubo chiave bulgara, altri sei furti

di Guido Fiorini
Incubo chiave bulgara, altri sei furti

I ladri in piazza della Costituzione. E i derubati si coalizzano: «Il sindaco si attivi e chieda rinforzi. Abbiamo paura»

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PIOMBINO. La chiave bulgara sta diventando un incubo per le famiglie piombinesi. I colpi messi a segno dai ladri “gentili”, nel senso che non spaccano la porta ma la aprono e la richiudono con la chiave creata ad hoc, sono decine dall’inizio dell’estate. L’ultimo è di giovedì mattina, intorno alle 9,30, in un appartamento in piazza della Costituzione. Zona trafficata e orario inconsueto per i ladri, ma potendo colpire senza fare rumore e senza farsi troppo notare, i malviventi hanno la strada spianata. Ed è anche difficile immaginare come le forze dell’ordine, peraltro ridotte all’osso in città, possano contrastare questo fenomeno. Al punto che ci sono cittadini, tanti di coloro che hanno subito questi odiosi furti che violentano l’intimità domestica, che stanno pensando di costituire un comitato per andare dal sindaco a chiedere misure straordinarie, a pretendere che quantomeno chieda rinforzi per commissariato di polizia e compagnia dei carabinieri.

Il furto in piazza della Costituzione di giovedì mattina, fra l’altro, è solo l’ultimo di una lunga serie avvenuta in quei palazzi. Solo nelle ultime settimane sono stati sei. E qualche giorno fa abbiamo dovuto raccontare di altri tre furti avvenuti in via Rossini e via De Sanctis. Le modalità sono sempre le stesse. I ladri fanno un primo sopralluogo nel palazzo, prendono con la chiave bulgara il calco delle due metà della chiave a doppia mappa, quindi tornano indisturbati qualche giorno dopo con la chiave. Il sopralluogo e il calco non lasciano alcuna traccia, per i proprietari è impossibile rendersi conto che hanno avuto una prima visita. Se ne accorgono, purtroppo, solo quando avviene la seconda visita, perché trovano la porta chiusa e l’appartamento svaligiato. A volte, con lo stesso sistema, i ladri hanno aperto anche la cassaforte, solo quelle a combinazione si salvano.

Stavolta hanno preso contanti e gioielli, per alcune migliaia di euro, lasciando l’appartamento a soqquadro. E la gente vive nel terrore: a volte il dolore e lo sconforto ti assalgono più per il valore affettivo degli oggetti che vengono portati via, un anello, una collana, un ciondolo, regalati per amore o per sottolineare momenti particolari della vita, che per il costo reale dell’oro sparito.

«Ormai non usciamo più tranquilli - ci dice Angela Di Biagio, signora che ha avuto la casa svaligiata in piazza della Costituzione qualche giorno fa -. Solo nella piazza dove abito io ci sono altre cinque famiglie che hanno avuto la casa saccheggiata. Colpiscono più facilmente di giorno che di notte, quando vedono che i proprietari se ne vanno. Del resto, avendo la chiave, fanno in fretta. In casa mia hanno preso tutto e rovesciato ogni cassetto, pareva ci fosse stata la guerra. Ma la porta era chiusa normalmente. Se non è un incubo, poco ci manca».

La signora Di Biagio, insieme ad altri derubati, lancia così un appello al sindaco e alle forze dell’ordine: «Si devono attivare per avere rinforzi. Ne va della tranquillità della cittadinanza. Stiamo pensando di costituire un comitato. Fra l’altro abbiamo visto che in consiglio comunale, una consigliera (Rosetta Fedi, ndr) ha presentato un’interrogazione per chiedere più controlli». L’interpellanza chiede che il prossimo comitato provinciale sulla sicurezza (a cui partecipano tutti i vertici delle forze dell’ordine) si tenga a Piombino e che si ponga l’attenzione sull’aumento della criminalità nella zona.

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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