Meteo
«Il controllo degli studenti si basa sulla fiducia»
Il preside del Fermi dopo il rientro in nottata dei compagni di Elia Barbetti «Non può esserci una sorveglianza continua». Annullate le altre gite all’Expo
CECINA. «Mi hanno descritto una giornata chiaramente pesante, in cui hanno provato in ogni modo a sostenere emotivamente i compagni di Elia». Il preside del Fermi, Giuseppe De Puri, fa da scudo ai docenti che hanno accompagnato all'Expo il gruppo formato dalla classe del ragazzo tragicamente scomparso (la 4° linguistico, insieme ad alcuni studenti della 5 A dello stesso indirizzo).
Sa bene che per quelle professoresse, con anni di esperienze alle spalle, la morte dello studente calciatore che i compagni descrivono solare, vivace e aperto agli altri, è una di quelle esperienze che non dimenticheranno mai. Che resterà come una ferita aperta nel loro bagaglio di docenti prima che di esseri umani.
Il pullman degli studenti è rientrato da Milano «in piena notte, ma stamani (ieri, ndr) le insegnanti sono venute a scuola. Mi hanno detto che dopo che è emersa la notizia in tutti i modi possibili hanno provato a tutelare i ragazzi, creando un clima il più possibile disteso. È chiaro che allo stesso tempo hanno tenuto i contatti con le forze dell'ordine, collaborando al massimo perché si facesse chiarezza sulla vicenda».
Praticamente impossibile avere contatti diretti con le docenti che hanno accompagnato la classe di Elia Barbetti all’Expo. La scuola, gli stessi alunni e le loro famiglie non vogliono che nessuno si avvicini loro, adesso così provate da un’esperienza tragica. «Mia moglie è sotto choc per quello che è successo - dice il marito di una delle prof rientrate in nottata dal capoluogo lombardo - è una cosa che deve elaborare, ma che è difficile da sostenere emotivamente per lei e le colleghe».
Intanto, nei corridoi del liceo Fermi, prende corpo la discussione sull'opportunità di terminare il pacchetto di visite d'istruzione all'Expo che erano previste già dal maggio scorso per le prossime settimane. Giovedì, il giorno della tragedia, la prof di francese Zahia Benzerouda faceva notare che avrebbe dovuto accompagnare alcune sue classi a Milano nei giorni 27 e 28 ottobre. Quel che sembra ormai certo è che l’istituto opterà per il blocco delle prossime visite programmate all’Expo. Una decisione che viene anche dal sentimento degli studenti e degli insegnanti, per i quali andare a Milano adesso sarebbe emotivamente troppo pesante.
Quanto alla polemica sulla sicurezza delle gite, De Puri assicura che i prof fanno sempre il loro dovere, tutelando e tenendo sotto controllo gli studenti che a loro sono stati affidati. Il preside, inoltre, preferisce non commentare le accuse mosse dalla mamma di Elia, che a caldo si è sfogata contro i prof. «I docenti - sottolinea - si prendono responsabilità 24 ore su 24 però è un controllo fatto su persone alle quali si dà fiducia e che si ritiene siano preparate a fronteggiare anche eventuali eccessi. Non si può immaginare una mamma che la sera continuamente controlla il proprio figlio su cosa fa la sera, se va a dormire e cosa fa in camera sua durante la notte. Il controllo deve essere basato sulla fiducia, che si costruisce a scuola».(a.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
