Il Tirreno

Albergatori contro il Pit «È la morte del turismo»

Dopo il ricorso al Tar prosegue la crociata sul piano del paesaggio «Il provvedimento blocca ogni tipo di intervento, un disastro per l’isola»

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PORTOFERRAIO. Se non è una crociata anti Pit regionale poco ci manca. L’associazione Albergatori non molla la presa sul piano del paesaggio e, dopo aver presentato ricorso al Tar, va dritta sulla sua linea. «La Regione deve assolutamente abolire questo Pit, perché non serve assolutamente a niente e, di fatto, è dannoso». È stato chiaro il presidente Massimo De Ferrari nel corso dell’assemblea all’Hermitage, spiegando in modo dettagliato la ragioni della contrarietà al nuovo strumento urbanistico regionale. «Si è ignorato che l’isola fa parte di un Arcipelago, che è fortemente e totalmente legata al mare e all’ambiente – ha spiegato De Ferrari – nonostante gli appelli, il governo regionale uscente ha voluto approvare il Pit, una prova di forza».

De Ferrari spiega come gli Albergatori siano stati rassicurati riguardo all’accoglimento delle loro osservazioni, ma la norma in fase di approvazioni è stata nuovamente stravolta. «Sostanzialmente la Regione blocca gli adeguamenti strutturali delle imprese ricettive alle necessità del mercato e dell’azienda. Se rimarrà così come è stata scritta, prevediamo una lenta morte del turismo all’Elba – ha commentato De Ferrari – il turismo è la pressoché unica industria all’Elba con 200 alberghi, 30 villaggi turistici, 3.000.000 di presenze ufficiali, 300milioni di fatturato, 3000 dipendenti. Dobbiamo mettere a disposizione del cliente strutture all’altezza dei tempi che possano rendersi concorrenziali con quegli elementi distintivi. Ci siamo sempre battuti contro nuovi insediamenti, ma impedire gli adeguamenti funzionali delle aziende esistenti è una mostruosità».

De Ferrari ha ricordato lo spirito della norma presentata e condivisa con il governo regionale: no a nuove strutture, ma apposita retinatura, con possibilità di prevedere ristrutturazioni ed investimenti, in una sorta di programmazione concertata. «È invece riapparsa di nuovo la fascia dei 300 metri dalla costa (su cui insistono pressoché tutti gli immobili turistici) in cui è consentito soltanto un incremento di superficie del 5% o 10% in rapporto al terreno su cui insiste l’immobile – ha spiegato – questo significa che un albergo medio di 50 camere di circa 1500 metri quadrati su tre piani può ampliare al massimo 25 o 50 metri quadrati per realizzare servizi quali un ristorante da 10 coperti, una Spa di due bagni! Non ci è rimasto che seguire le costose vie legali: abbiamo fatto ricorso al Tar. Questa è una questione di sopravvivenza per le nostre aziende e per il turismo». La posizione trova l’accordo di gran parte degli amministratori elbani: il vice sindaco di Portoferraio Roberto Marini ha ricordato come il Comune di Portoferraio sia stato il primo a ricorrere al Tar, il sindaco di Capoliveri Barbetti ha invece ribadito come il piano sia stato fatto «in fretta dalla Regione, che non ha tenuto conto delle peculiarità dell’isola».

Luca Centini

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