Il Tirreno

Uno studio sulle varianti anticipatrici

Uno studio sulle varianti anticipatrici

Soffritti: «Ma la proposta della società Cave di Campiglia in questa fase non la prendiamo in considerazione»

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CAMPIGLIA. Illustrato alla stampa l’atto di indirizzo con cui la giunta (delibera 115 del 14 ottobre) intende avviare uno studio sulla possibilità di approvare varianti anticipatrici alla revisione del piano strutturale e del regolamento urbanistico (in scadenza nel 2016). Il fine è adeguarsi a nuove norme e tentare di rispondere a richieste a sostegno del comparto produttivo locale, come sottolineato dal sindaco Rossana Soffritti: «Dopo un lungo periodo di immobilismo economico, nell’ultimo anno si stanno riaffacciando delle idee che riguardano il settore turistico ricettivo, il commerciale, l’artigianale, e quindi il Comune è stato interpellato per sapere se c’erano le condizioni urbanistiche per fare piccoli interventi, di modifiche o ampliamento, che possano migliorare la funzionalità di alcune strutture. Richieste però che, se non passano da un’analisi degli strumenti urbanistici, al momento non sono realizzabili».

La giunta ha approvato quindi i principi generali, per il comparto produttivo, per l’avvio di varianti urbanistiche di adeguamento a strumenti di pianificazione e programmazione sovraordinati, che promuovono il sistema economico e impatti positivi sull’occupazione locale, che incrementano la dotazione turistico ricettiva, e a sostegno della rivitalizzazione del centro storico di Campiglia e del territorio su cui gravita. Sarà possibile inoltre la valutazione di richieste di varianti non sostanziali anche per destinazioni residenziali, anch’esse orientate al sostegno delle piccole imprese edili, esclusivamente per: modificare le categorie d’intervento sul patrimonio edilizio esistente, o l’assetto planivolumetrico e tipologico di interventi già inseriti nel Ru, e prevedere singole edificazioni di completamento all’interno del sistema insediativo di Venturina. Si intende in questo modo anche rendere più concrete alcune previsioni relative ad aree di trasformazione che finora non hanno avuto la possibilità d’avvio.

«Il nostro regolamento urbanistico scade il prossimo anno – ha aggiunto Soffritti – ma i tempi della revisione sono lunghi. Per cui, per dare una mano al comparto produttivo, commerciale e turistico, economico, dobbiamo fare alla svelta e capire se è possibile fare una variante semplice per andare a soddisfare alcune proposte che ci sono».

«Il concetto di fondo è cercare di produrre un atto che coglie questi segnali - ha rimarcato l’assessore Vito Bartalesi - e prova a dare risposte a questioni economiche che dopo diversi anni si cominciano a risentire. Quindi, sempre tenendo chiari i punti di pianificazione che sono stati fatti, dobbiamo essere rapidi nel dare risposte».

Nello specifico, sono 8 le richieste pervenute, la metà quelle più grosse, e relative a domande di ampliamento di strutture turistiche e commerciali. «Se dovessero arrivare altre – ha detto Soffritti – valuteremo se andranno nella pianificazione generale o se invece possono rientrare in una modifica non sostanziale degli indirizzi e allora proviamo ad analizzarle con varianti anticipatorie. La giunta ha deliberato un atto di indirizzo, successivamente gli uffici lavoreranno guardando alle varie proposte, ci diranno se sono compatibili o meno, poi con una variante unitaria proveremo a mettere dentro tutto ciò che è considerato fattibile».

Con questa delibera, la giunta contempla anche la necessità di adeguare gli strumenti urbanistici vigenti a quelli degli enti sovraordinati, Regione e Provincia, ovvero il nuovo Piano di indirizzo territoriale (Pit) con valenza di piano paesaggistico e il nuovo Piano attività estrattive provinciale, approvato il l0 giugno 2014. «Con questo atto – ha detto Soffritti – la giunta dice di adeguarci a questi piani sovraordinati e poi di cominciare a lavorare per capire se ci sono le condizioni per analizzare le proposte ricevute dal punto di vista urbanistico». Tra queste c’è anche la proposta di variante urbanistica, presentata il 13 maggio scorso, dalla Cave di Campiglia spa, sul cui futuro si è di recente aperta una discussione ampia, non solo politica: «E’ la proposta del piano di coltivazione per 25 anni, con allungamento di 20 (quello attuale scade nel 2018, ndr), ma con questo atto di indirizzo diciamo che in questa fase non la prendiamo in considerazione, perché va in totale contrasto con gli strumenti vigenti e poi perché non abbiamo ancora la pianificazione regionale. C’è quella provinciale alla quale ci adeguiamo, ma è chiaro che i prossimi 10 anni saranno disegnati dal Piano regionale cave, che la Regione è in procinto di emanare».

Annalisa Mastellone

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