Il Tirreno

Per Biscardi era il “sinistro di Dio”

Per Biscardi era il “sinistro di Dio”

Il ricordo di chi lo ha conosciuto negli anni dell’Audace di Portoferraio

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PORTOFERRAIO. Un segno indelebile per l’Audace Portoferraio e, in generale, per il calcio elbano. Sono molti i messaggi di cordoglio arrivati in seguito alla morte di Arrigo Dolso, che ha collaborato con l’Audace fino allo scorso anno.

«Era simpatico e intelligente – commenta il presidente dell'Audace Graziano Balestrini – con i ragazzi spesso era duro, non diceva mai bravo, ai ragazzi di talento diceva al massimo "bravino". Un maniaco della tecnica, non certamente un preparatore, a lui non piaceva correre. “Non ho mai corso da professionista figurati se lo faccio oggi”, commentava a microfoni spenti. Era cosi semplice ma anticonformista. Ha smesso l'anno scorso, ma continuava a venire al campo sportivo ed era prodigo di consigli. Un aneddoto? Quando una mamma gli disse che suo figlio aveva fatto nuoto e tennis e ora voleva fare calcio lui, con tutta serietà e un po' di cinismo, dopo due allenamenti gli rispose: “Signora lo faccia continua a fare a fare tennis o nuoto e lasci perdere con il calcio”. Questo era Arrigo».

Chi con Dolso ha avuto un rapporto speciale è Paolo Pieruzzini, imprenditore elbano, ex vicepresidente dell'Audace ed ex presidente del Grosseto. Quando gli comunichiamo della sua scomparsa si commuove. Fu lui, con altri imprenditori elbani, a convincerlo a giocare per l’Audace facendo l’allenatore - giocatore. «La perdita di Arrigo mi lascia esterrefatto, anche perché lo avevo incontrato diversi mesi fa e abbiamo parlato della nostra esperienza a Grosseto – racconta Pieruzzini – Arrigo aveva un carattere aperto, scherzoso, di compagnia, per i giocatori era un autentico trascinatore tanto che a Grosseto conquistò l'ammirazione e la fiducia dei tifosi che con la società non erano certo benevoli. Era un uomo di cuore, sapeva amare la vita. Mi ricordo che quando era allenatore, era il primo durante il ritiro a fare qualche scappatella serale. Ma la sua squadra e lui in campo davano il 200 per 100, tanto che nella sua permanenza a Grosseto ha lasciato un segno indelebile. Tanti lo ricordano quando al Processo del lunedì, Aldo Biscardi lo soprannominò "Il piede sinistro di Dio". Verrà ricordato come il giocatore di maggior talento che il calcio elbano abbia mai avuto». Tanti giovani giocatori dell'Academy Audace Portoferraio, specialmente quelli della categoria allievi e giovanissimi di qualche anno fa lo ricordano con grande affetto per quello e per i successi sportivi riportati. Grazie a lui la società strinse una prestigiosa collaborazione di tre anni con il settore giovanile del Milan.

Salvatore Di Mercurio

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