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La ripresa degli hotel, ricavi in aumento del 7%
Gli Albergatori confermano con i dati le impressioni positive di questi mesi L’occupazione delle camere torna sui livelli del 2009: «E ora abbassare le tasse»
PORTOFERRAIO. L’industria del turismo sulla maggiore isola della Toscana è tornata a correre. Lo dimostrano le presenze in aumento e i maggiori ricavi (quasi il 7% in più rispetto al 2014) degli hotel. È questo il quadro che emerge secondo i dati degli Albergatori che, questa mattina dopo le 9,30 presso la sala convegni dell’hotel Hermitage, saranno letti dal presidente dell’associazione, Massimo De Ferrari, nel corso dell’assemblea annuale dei soci.
«Oggi assistiamo di fatto – ha scritto il presidente nella sua relazione – a un consolidamento del trend positivo iniziato nel 2013. Ci riferiamo a un incremento di arrivi e presenze stimato tra il cinque e il sei per cento, che ci fa ben sperare per un recupero, in tempi brevi dei livelli di presenze raggiunti nel 2006».
Una stagione, quella che si è appena conclusa, da evidenziare con il segno più per la maggiore industria dell’Isola. E una promettente e rassicurante boccata di ossigeno per i duecento alberghi, i trenta villaggi turistici e i campeggi che hanno visto un presenza ufficiale che si staglia attorno ai 3 milioni di turisti. È grazie a loro che l’industria vacanziera elbana ha dichiarato un fatturato di trecento milioni di euro, con tremila addetti che hanno lavorato nelle rispettive aziende. «Si tratta di numeri ufficiali – continua sempre De Ferrari – Se poi prendiamo in considerazione anche il sommerso, allora dovremmo duplicare il fatturato». Tutto quindi, quest’anno, ha girato per il verso giusto; a volte possono capitare delle stagioni nel corso delle quali il vento è favorevole. E lo è stato per una serie di concause positive. Come le condizioni meteo favorevoli, l’uscita dal mercato dei Paesi del nord Africa; una seppur minima ripresa dell’economia italiana, se non altro a livello di fiducia, la corposa campagna promozionale condotta dalla associazione sui mercati esteri, la rivalutazione del franco svizzero, del dollaro e delle sterlina, tutti mercati primari per l’Elba.
L’incremento di presenze ha generato un recupero del tasso di occupazione delle camere, arrivato al 26,70%, superiore rispetto al livello ottenuto nel 2009. Anche sotto il profilo dei flussi passeggeri nei porti di Piombino e dell’Elba ha registrato una tendenza del più del 2,3% (passeggeri) e un 3,52 (auto) da maggio a settembre con oltre il 7% per il mese di luglio (nella stagione 2014 si ebbe un drastico decremento). Il sondaggio condotto dagli albergatori trova riscontro con i dati sui consumi rilevati dal gruppo Conad (+4%), dell’impresa Ilva (+6%), il flusso dei movimenti dei conti della Banca dell’Elba e del Banco Popolare (+10%).
«Se sono rilevanti le presenze – conclude infine Massimo De Ferrari – un indice importante è costituito dai bilanci aziendali». Infatti risultano cresciuti tra il 2014 e il 2015 i ricavi alberghieri del 6,89%, con una diminuzione dei costi di produzione per una contrazione del personale e per gli oneri bancari. Il quadro è roseo, insomma. Ma gli Albergatori non credono affatto alla novella della ripresa incondizionata, bensì sanno bene quanto sia importante e difficile consolidare questo trend positivo. E l’aspetto sui cui lavorare è quello delle tasse, per il quale si chiede un giro di vite agli enti locali. Il sondaggio degli Albergatori mette in evidenza come l’Imu pesa per ciascuna camera per un massimo di 1900 euro e in media per 629,57. La tassa sui rifiuti pesa per 439 euro a camera. «Sollecitiamo i sindaci affinché si arrivi a una tassazione sostenibile».
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