Il presidio
Orto dei Semplici, visite in aumento
Il gioiello naturalistico di Rio nell’Elba resterà aperto per tutto il mese di novembre
RIO NELL’ELBA. Cambia l’orario all’Orto dei Semplici, la struttura creata nel 1990 dai docenti Garbati e Corsi sui contrafforti del monte Serra a un passo dall’eremo di Santa Caterina. Nei mesi di ottobre e novembre, sarà possibile visitare l’Orto dalle 10 alle 13 e con la fine di novembre il cancello resterà chiuso. «Questo però non significa – dice Roberto Ballini, giardiniere e custode della struttura riese – che non sarà più possibile visitarlo. E’ sufficiente essere contattati per tempo e il cancello si aprirà per gli appassionati, gli studiosi, e anche per le scolaresche dell’Elba e del continente». Come farlo? Si può contattare il giardiniere che ha, fra l’altro, anche la passione della bicicletta (Roberto da giovani ha anche partecipato a alcuni Giri d’Italia come professionista, per poi dedicarsi all’allevamento delle api e alla produzione di miele a Cavo), componendo il numero 339 2974678, oppure telefonare al Comune di Rio nell’Elba ai numeri 0565 943428-943459. «Attraverso le prenotazione – continua sempre Ballini – si può così soddisfare tutte le richieste. Non mandiamo nessuno indietro». E quest’anno, rispetto agli anni precedenti, le visite all’Orto dei Semplici sono aumentate, nonostante che sia difficile inerpicarsi sui tornanti della strada che conduce all’Aia di Cacio. «Ma lo spettacolo che da qui si gode – aggiunge sempre il giardiniere – ripaga tutti dalla fatica, senza poi contare le eccellenze che custodiamo all’interno». E Ballini mostra l’albo d’oro messo all’ingresso aperto sul quale invita gli ospiti a lasciare un piccolo commento, oppure semplicemente una firma. «Sfoglia il registro – ci dice – e vedrai con gli stessi tuoi occhi». Giudizi unanimi su come è tenuto il luogo, e soprattutto per le bellezze e le eccellenze che qui ci sono. Non a caso l’Orto è stato creato a un passo del romitorio, luogo che nei secoli passati era abitato da monaci o frati i quali avevano la passione di coltivare le erbe medicali. Alle specie farmaceutiche, si sono aggiunte oggi piante autoctone dell’Elba e dell’arcipelago. Così, sempre più l'Orto si è assunto via via il ruolo di conservare e valorizzare le specie di interesse naturalistico, agrario e forestale dell'arcipelago toscano, inserendosi perfettamente nelle molteplici attività istituzionali del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano quali la tutela delle risorse naturali, espressione più significativa della biodiversità insulare. (l.c.)
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